Contrattazione Decentrata

Progetti

EurofoundWin–win arrangements: Innovative measures through social dialogue at company level


Committente
: Eurofound
Periodo: 2015 – 2016

Il progetto di ricerca “Accordi Win-Win: Misure innovative attraverso il dialogo sociale a livello aziendale” propone un’analisi di casi studio di accordi aziendali finalizzati alla salvaguardia della competitività e dell’occupazione in risposta alle sfide poste dalla recente crisi economica. Il rapporto è stato curato da Eurofound con il contributo di esperti e centri di ricerca in un gruppo di paesi EU. Per l’Italia, la ricerca è stata condotta dalla Fondazione Giacomo Brodolini.

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Università di Lione 2INLACRIS (Independent Network for Labour Law and Crisis Studies)


Committente
: Commissione europea – DG Occupazione
Periodo: 2014 – 2016

Il progetto INLACRIS affronta il tema della crisi della contrattazione collettiva in Europa e della relativa capacità di bilanciare la flessibilità per le imprese con una adeguata protezione dei lavoratori. Il progetto confronta le esperienze di 15 paesi EU descrivendo i mutamenti politici, economici e sociali che hanno destrutturato i meccanismi di rappresentanza collettiva per proporre alcune possibili soluzioni politiche. A tal fine una conferenza internazionale si è tenuta a Lione il 15 e il 16 settembre, presentando i risultati preliminari della ricerca.

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img Decentralized collective bargainingContrattazione collettiva decentrata in Francia, Germania e Italia: interazioni fra relazioni industriali e PMI in ottica di crescita economica.

Committente: Commissione europea – DG Occupazione
Periodo: 2012 – 2013
www.collective-bargaining.eu

Il progetto ha inteso approfondire la situazione attuale e i futuri sviluppi della contrattazione collettiva decentrata in tre Paesi dell’UE: Francia, Germania e Italia. La conferenza, organizzato da FGB, si svolgerà presso la sala del Parlamentino dell’INAIL. È prevista la partecipazione di tutti i partner di progetto: Istituto Italiano di Studi germanici; IISG – Scuola Europea di Relazioni Industriali, CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa); UIL (Unione Italiana del Lavoro); IRES (Institut de recherches économiques et sociales); Vereinte Dienstleistungsgewerkschaf, nonché di rappresentanze istituzionali e delle parti sociali italiane ed europee.

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Giurisprudenza

OrganoProvvedimentoAnno
Giurisprudenza di Merito

Trib. Roma, Decreto 23 settembre 2014

In assenza di un obbligo a trattare in capo al datore di lavoro, la partecipazione alle trattative per la sottoscrizione del contratto collettivo applicato nell’unità produttiva non è azionabile quale diritto positivo del sindacato. Quale criterio di misurazione della rappresentatività – utile anche ai fini della costituzione di una RSA – rileverà, pertanto, esclusivamente l’effettivo consenso da parte dei lavoratori potendo solo quest’ultimo consentire ed al tempo stesso rendendo ineludibile la partecipazione alle trattative

2014
Giurisprudenza di Merito

Trib. Torino, Ordinanza 28 agosto 2014

Nell’individuazione delle norme che regolano la costituzione delle RSU dovrà farsi riferimento non più all’Accordo Interconfederale del 20 dicembre 1993 bensì al Testo Unico sulla Rappresentanza del 10 gennaio 2014 essendo quest’ultimo intervenuto a modificare la disciplina in materia. Ne consegue che – avendo aderito solo in parte a tale ultimo accordo e non, invece, ‘espressamente, formalmente ed integralmente’ come richiesto dal T.U. stesso – USB Lavoro Privato non è legittimata alla partecipazione alle elezioni della RSU. Né in senso contrario potrà invocarsi il rinvio all’Accordo Interconfederale del 1993 contenuto nel CCNL Industria Metalmeccanica Privata del 5 dicembre 2012. Tale rinvio deve essere, infatti, inteso quale richiamo generico alla disciplina contrattuale vigente e non, invece, come specifico richiamo all’A.I. 1993 (sulla medesima vicenda si v. anche Trib. Torino, Ordinanza 16 luglio 2014)

2014
Giurisprudenza di Merito

Trib. Torino, Ordinanza 16 luglio 2014

L'organizzazione che non aderisce al Testo Unico sulla Rappresentanza del 10 gennaio 2014 non è legittimata a partecipare alle elezioni della RSU. Il rinvio contenuto nel CCNL Industria Metalmeccanica Privata del 5 dicembre 2012 alla disciplina di cui all’Accordo Interconfederale del 1993 non può, infatti, legittimare alla partecipazione alle elezioni una organizzazione sindacale non firmataria del medesimo CCNL avendo lo stesso forza di legge esclusivamente tra le parti ai sensi dell’art. 1372 cod. civ.

2014
Giurisprudenza di Merito

Trib. Torino, Ordinanza 16 luglio 2014

L'organizzazione che non aderisce al Testo Unico sulla Rappresentanza del 10 gennaio 2014 non è legittimata a partecipare alle elezioni della RSU. Il rinvio contenuto nel CCNL Industria Metalmeccanica Privata del 5 dicembre 2012 alla disciplina di cui all’Accordo Interconfederale del 1993 non può, infatti, legittimare alla partecipazione alle elezioni una organizzazione sindacale non firmataria del medesimo CCNL avendo lo stesso forza di legge esclusivamente tra le parti ai sensi dell’art. 1372 cod. civ.

2014
Corte di Cassazione

Cass. 14 luglio 2014, n. 16089

La regola secondo cui i contratti o gli accordi collettivi aziendali sono applicabili a tutti i lavoratori dell'azienda, ancorché non iscritti alle organizzazioni sindacali stipulanti (con l'eccezione di coloro che, aderendo ad una diversa organizzazione sindacale, ne condividono l'esplicito dissenso e potrebbero addirittura essere vincolati da un accordo separato e diverso) non vale nell'ipotesi di trasformazione del rapporto di lavoro subordinato a tempo pieno in rapporto a tempo parziale ai sensi dell'art. 5 del d.lgs. n. 61 del 2000, in quanto tale trasformazione (seppure prevista da un contratto aziendale come alternativa alla mobilità) non può avvenire per determinazione unilaterale del datore, ma necessita del consenso scritto del lavoratore, il cui rifiuto non costituisce giustificato motivo di licenziamento. Nell'anzidetta ipotesi non può, pertanto, applicarsi il principio secondo cui l'adesione degli interessati - iscritti o non iscritti alle associazioni stipulanti - ad un contratto o accordo collettivo può essere non solo esplicita, ma anche implicita e desumibile da fatti concludenti, generalmente ravvisabili nella applicazione delle relative clausole

2014
Giurisprudenza di Merito

Trib. Ivrea, Ordinanza 28 aprile 2014

E’ illegittimità l’esclusione della lista presentata alle elezioni delle RSU dalla Confederazione dei Comitati di base in quanto la riserva di agire in giudizio per far accertare e dichiarare eventuali vizi di nullità, per contrarietà a norme di legge o di rango Costituzionale, delle disposizioni e previsioni contenute nel Testo Unico del 2014 apposta alla dichiarazione di adesione formulata da questi ultimi non è tale da inficiare l’adesione agli accordi, risolvendosi, invece, in una mera clausola di stile

2014
Giurisprudenza di Merito

Trib. Brescia, Decreto 4 febbraio 2014

Deve considerarsi antisindacale il rifiuto di riconoscere le prerogative di cui al Titolo III dello Statuto dei lavoratori ad una organizzazione sindacale che - seppur non abbia sottoscritto il contratto collettivo applicabile nell'unità produttiva - possa considerarsi maggiormente rappresentativa avendo attivamente partecipato alle trattative per la stipulazione del contratto stesso, vantando un notevole numero di iscritti (nel caso specifico superiore il 20%) ed essendo continuativamente presente nel conflitto per la definizione del trattamento economico e giuridico applicabile ai lavoratori anche se solo a livello aziendale.

2014
Corte Costituzionale

C. Cost. 23 luglio 2013, n. 231

È incostituzionale l'art. 19 comma 1 lett. b), l. 20 maggio 1970 n. 300 nella parte in cui non prevede che le rappresentanze sindacali aziendali possano essere costituite anche nell'ambito di organizzazioni sindacali che, pur non essendo firmatarie di contratti collettivi applicati nell'unità produttiva, abbiano comunque partecipato alla negoziazione degli stessi quali rappresentanti dei lavoratori dell'azienda

2013
Corte di Cassazione

Cass. 10 giugno 2013, n. 14511

Non costituisce condotta antisindacale il comportamento del datore di lavoro che sottoscriva un nuovo contratto collettivo - sostituendo il trattamento applicato in precedenza - solo con alcune organizzazioni sindacali e che imponga tale nuovo trattamento agli iscritti al sindacato non stipulante nonostante l'esplicito diniego espresso. Non sussiste, nel nostro ordinamento, un obbligo a carico del datore di lavoro di trattare e stipulare contratti collettivi con tutte le organizzazioni sindacali potendo il datore di lavoro sottoscrivere un nuovo contratto collettivo con organizzazioni sindacali anche diverse da quelle che hanno trattato e sottoscritto il precedente

2013
Giurisprudenza di Merito

Trib. Torino 2 maggio 2011

Non è antisindacale il comportamento di un'impresa metalmeccanica che, a fronte della legittima rinegoziazione del c.c.n.l. per l'industria metalmeccanica del 20 gennaio 2008, e della conseguente stipulazione del c.c.n.l. "separato" del 15 ottobre 2009, e fermo restando il regime di efficacia soggettiva di ciascuno dei detti c.c.n.l., abbia di fatto continuato ad applicare ai lavoratori iscritti al sindacato Fiom la parte normativa del c.c.n.l. del 2008

2011
Giurisprudenza di merito

Trib. Torino 26 aprile 2011

È antisindacale la condotta del datore di lavoro che applichi il nuovo contratto collettivo nazionale, sottoscritto solo da alcuni dei sindacati stipulanti il precedente non ancora scaduto, agli iscritti del sindacato dissenziente e ai non iscritti che non abbiano espressamente richiesto l’applicazione del nuovo contratto, i cui aumenti salariali spettano comunque a tutto il personale a pena di discriminazione collettiva sindacale

2011
Giurisprudenza di merito

Trib. Torino 13 aprile 2011


2011
Giurisprudenza di merito

Trib. Modena 10 aprile 2011


2011
Giurisprudenza di merito

Trib. Milano 8 giugno 2010

È antisindacale la condotta dell'impresa, subentrata in un appalto del servizio di ristorazione, la quale eluda l'obbligo sostanziale e non formale disciplinato dagli art. 346 e ss. c.c.n.l. turismo e pubblici esercizi di dare alle organizzazioni sindacali le informazioni utili a consentire l'assunzione di tutti i lavoratori in forza presso la gestione precedente, di partecipare all'esame dei problemi e di collaborare nella ricerca delle relative soluzioni finalizzate a mantenere inalterati i livelli occupazionali

2010
Giurisprudenza di merito

App. Brescia 7 marzo 2009

L'accordo fra un'azienda in crisi con avvio di procedura di mobilità - volto al ritiro di questa, alla decadenza di tutti gli accordi sindacali in essere con conseguente estinzione di vari premi e indennità, nonché ad un nuovo inquadramento in perdita - e organizzazioni sindacali non rappresentanti tutti i laboratori, non può qualificarsi come "contratto gestionale" e non può pertanto avere efficacia anche nei confronti di lavoratori iscritti a sindacato diverso da quelli stipulanti, rimanendo dunque applicabile il precedente contratto aziendale con tutte le relative conseguenze economiche

2009
Giurisprudenza di merito

Trib. Milano 17 febbraio 2009

È inidonea a raggiungere il suo scopo la disdetta della contrattazione integrativa aziendale indirizzata alle sole organizzazioni sindacali nazionali e non alle rappresentanze sindacali aziendali, allorché i contratti collettivi di secondo livello siano stati sottoscritti solo dalle organizzazioni sindacali nazionali; trattandosi infatti di contratti di diritto privato, essi possono essere disdettati solo dalle parti che li hanno sottoscritti

2009
Giurisprudenza di merito

Trib. Milano 14 novembre 2008

È inefficace, perché inidonea a raggiungere lo scopo, la disdetta della contrattazione integrativa aziendale indirizzata alle sole organizzazioni sindacali nazionali e non alle rappresentanze sindacali aziendali, poiché le r.s.u., ai sensi dell'accordo interconfederale 23/7/93 e dell'art. 25 c.c.n.l. commercio, sono titolari di una soggettività distinta da quella delle organizzazioni sindacali e detengono - pur congiuntamente con le organizzazioni stesse - il potere di stipulare contratti collettivi di secondo livello

2008
Corte di Cassazione

Cass. 18 settembre 2007, n. 19351

II contratto collettivo a tempo indeterminato non può rappresentare un vincolo perpetuo per le parti contraenti, perché in tal modo si vanificherebbe la causa e la funzione sociale della contrattazione collettiva, la cui disciplina deve parametrarsi su una realtà socio-economica in continua evoluzione
II contratto collettivo a tempo indeterminato non può rappresentare un vincolo perpetuo per le parti contraenti, perché in tal modo si vanificherebbe la causa e la funzione sociale della contrattazione collettiva, la cui disciplina deve parametrarsi su una realtà socio-economica in continua evoluzione

2007
Corte di Cassazione

Cass. 28 maggio 2004, n. 10353

I contratti collettivi aziendali devono ritenersi applicabili a tutti i lavoratori dell'azienda, ancorché non iscritti alle organizzazioni sindacali stipulanti, con l'unica eccezione di quei lavoratori che, aderendo ad una organizzazione sindacale diversa, ne condividono l'esplicito dissenso dall'accordo medesimo e potrebbero addirittura essere vincolati ad un accordo sindacale separato e diverso

2004
Corte di Cassazione

Cass. 18 giugno 2003, n. 9784

Atteso il carattere paritetico del contratto collettivo nazionale e del contratto aziendale, l'eventuale divieto, contenuto nell'uno e rivolto all'altro, di occuparsi di determinate materie, non può automaticamente comportare la inefficacia di una diversa regolamentazione successivamente adottata dal contratto collettivo "incompetente", per essergli la materia stata sottratta in forza della previsione contenuta nel contratto precedente

2003
Giurisprudenza di merito

App. Milano 4 marzo 2003

Per la validità del contratto stipulato dalla rappresentanza sindacale aziendale non è necessaria la sottoscrizione del o dei sindacati ma solo quella della RSU

2003
Giurisprudenza di merito

Trib. Milano 23 dicembre 2002

Il sindacato ha diritto di sostituire un componente della r.s.u. eletto nelle proprie liste nel caso in cui questi abbia revocato l'iscrizione al sindacato medesimo e tale sostituzione sia espressamente prevista dal regolamento aziendale che disciplina l'elezione della r.s.u.

2002
Corte di Cassazione

Cass. 9 marzo 1999, n. 2022

Il contratto collettivo aziendale non consiste nella somma di più contratti individuali, ma in atto di autonomia negoziale generalizzato che, riguardando una collettività di lavoratori considerati indistintamente e non identificati soggettivamente con il contratto stesso (se non attraverso il loro inserimento nell'organizzazione aziendale), realizza, mediante la stipulazione per il tramite delle organizzazioni sindacali dei lavoratori, una disciplina uniforme nell'interesse collettivo dei lavoratori stessi. Pertanto, ha natura non di contratto collettivo aziendale ma di contratto individuale di lavoro, ancorché plurisoggettivo o plurilaterale, l'accordo stipulato dal datore di lavoro con la totalità dei propri dipendenti, impegnatisi singolarmente - e senza la partecipazione di alcun rappresentante sindacale - in conformità della volontà emersa in una loro precedente assemblea. Tale contratto, per la parte economica, deve rispettare l'art. 36 Cost., la cui violazione, per principio consolidato, deve essere accertata assumendo come parametro il contratto collettivo applicabile al settore lavorativo considerato

1999
Corte Costituzionale

C. Cost. 18 ottobre 1996, n. 344

Non è fondata - in riferimento agli art. 3, 39 e 40 cost. - la q.l.c. degli art. 1 comma 2, 2 commi 2 e 3, 8 comma 2 l. 12 giugno 1990 n. 146, nella parte in cui, in caso di sciopero nei servizi pubblici essenziali, impongono le prestazioni indispensabili individuate dai contratti e dagli accordi collettivi a tutti i lavoratori indipendentemente dall'appartenenza alle organizzazioni sindacali stipulanti

1996
Giurisprudenza di merito

Pret. Napoli 1 giugno 1996

Il comportamento antisindacale cui si richiama l'art. 28 l. n. 300 del 1970 deve essere caratterizzato dalla sola coscienza e volontà della condotta, non essendo necessaria l'intenzionalità degli affetti pregiudizievoli per l'organizzazione sindacale

1996
Giurisprudenza di merito

Pret. Milano 30 marzo 1995

Nel trasferimento d'azienda tramite fusione per incorporazione, l'accordo stipulato dal nuovo imprenditore con uno soltanto degli organismi rappresentativi dei dipendenti occupati nell'azienda incorporata, allo scopo di armonizzare i precedenti trattamenti con il nuovo contesto organizzativo, ha efficacia esclusivamente nei confronti degli iscritti al sindacato stipulante e la sua applicazione anche ai dipendenti iscritti ad una organizzazione dissenziente costituisce condotta antisindacale

1995
Giurisprudenza di merito

Trib. Milano 17 settembre 1994

L'impossibilità di addivenire ad un accordo aziendale sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali non vanifica gli accordi presi con alcune di esse e in relazione ai quali vi è stata libertà di trattativa da parte degli altri (Fattispecie relativa alla nomina di rappresentanti del personale in seno ad una commissione prevista dalla disciplina collettiva esistente presso la Cariplo)

1994
Corte Costituzionale

C. Cost. 30 giugno 1994, n. 268

È infondata la questione di legittimità costituzionale dell'art. 5 comma 1 della legge n. 223 del 1991, per contrasto con gli art. 3, 39 e 41 cost., nella parte in cui prevede che un accordo sindacale possa stabilire criteri di scelta dei lavoratori da licenziare per riduzione di personale diversi da quelli previsti alle lett. a), b) e c) della stessa norma

1994
Giurisprudenza di merito

Trib. Milano 4 giugno 1994

Poiché non esiste, nell'attuale ordinamento giuridico, un generale principio di parità di trattamento applicabile nelle relazioni tra imprenditore e sindacati, l'eventuale esclusione, operata dal primo, nei confronti di un sindacato, nell'ambito di trattative sindacali, non può essere considerata come antisindacale, ai sensi dell'art. 28 l. 20 maggio 1970 n. 300, se attuata nel rispetto delle regole generali di correttezza e nell'osservanza delle altrui posizioni giuridiche

1994
Corte di Cassazione

Cass. 4 maggio 1994, n. 4295

In difetto di espressa previsione legale o contrattuale, il principio maggioritario non è applicabile ai fini della efficacia vincolante degli accordi sindacali stipulati dall'imprenditore con gli organismi sindacali o con strutture rappresentative dei lavoratori dell'impresa (assemblea, consiglio di fabbrica) nei confronti dei dipendenti non partecipanti o dissenzienti relativamente a diritti individuali

1994
Giurisprudenza di merito

Pret. Pinerolo 6 dicembre 1993

Il contratto aziendale è atto di autonomia generale concernente una collettività di lavoratori identificati dal loro inserimento nell’organizzazione aziendale, ed è volto a realizzare una disciplina unitaria con efficacia generalizzata tipica della contrattazione collettiva

1993
Corte di Cassazione

Cass. 5 febbraio 1993, n. 1438

L'accordo sindacale aziendale è efficace anche nei riguardi dei lavoratori non aderenti alle associazioni sindacali che l'hanno stipulato, purché non contenga solo disposizioni peggiorative (per i lavoratori) della precedente disciplina collettiva, ossia disposizioni (peggiorative) che non trovino compensazione anche parziale in altri vantaggi attribuiti dallo stesso accordo, in quanto in tal caso l'estensione della sua efficacia ai lavoratori non aderenti ai sindacati stipulanti confliggerebbe con i principi di libertà e di associazione sindacale senza trovare bilanciamento in valori almeno pari ordinati

1993
Giurisprudenza di merito

Pret. Milano 2 giugno 1992

Il principio di libertà sindacale - di cui all'art. 39 comma 1 cost. - esclude che possa configurarsi sia un obbligo a carico dell'azienda di trattare con qualsivoglia sindacato, sia un correlativo diritto del sindacato di trattare

1992
Giurisprudenza di merito

Pret. Bologna 5 maggio 1992


1992
Corte di Cassazione

Cass. 9 aprile 1992, n. 4319


1992
Corte di Cassazione

Cass. 26 febbraio 1992, n. 2410


1992
Corte di Cassazione

Cass. 10 febbraio 1992, n. 1504


1992
Corte di Cassazione

Cass. 13 gennaio 1992, n. 289


1992
Giurisprudenza di merito

Pret. Roma 9 ottobre 1991


1991
Giurisprudenza di merito

Pret. Napoli 4 luglio 1991


1991
Giurisprudenza di merito

Trib. Pavia 21 dicembre 1990


1990
Corte di Cassazione

Cass. 2 maggio 1990, n. 3607


1990
Corte di Cassazione

Cass. 3 marzo 1990, n. 1667


1990
Corte di Cassazione

Cass. 24 febbraio 1990, n. 1403


1990
Giurisprudenza di merito

Trib. Roma 21 febbraio 1990


1990
Giurisprudenza di merito

Pret. Milano 3 agosto 1989


1989
Giurisprudenza di merito

Trib. Parma 13 luglio 1989


1989
Giurisprudenza di merito

Trib. Bergamo 3 aprile 1989


1989
Corte di Cassazione

Cass. 9 dicembre 1988, n. 6695


1988
Giurisprudenza di merito

Pret. Rieti 14 ottobre 1988


1988
Giurisprudenza di merito

Pret. Parma 27 giugno 1988


1988
Giurisprudenza di merito

Pret. Torino 14 maggio 1988


1988
Corte di Cassazione

Cass. 22 marzo 1988, n. 2228


1988
Giurisprudenza di merito

Pret. Bergamo 24 novembre 1987


1987
Giurisprudenza di merito

Trib. Genova 21 ottobre 1987


1987
Corte di Cassazione

Cass. 15 maggio 1987, n. 4487


1987
Giurisprudenza di merito

Pret. Sestri Ponente 18 dicembre 1986


1986
Corte di Cassazione

Cass. 18 novembre 1985, n. 5673


1985
Giurisprudenza di merito

Pret. Milano 12 giugno 1985


1985
Giurisprudenza di merito

Pret. Torino 21 dicembre 1984


1984
Giurisprudenza di merito

Trib. Torino 16 novembre 1984


1984
Corte di Cassazione

Cass. 26 luglio 1984, n. 4423


1984
Corte di Cassazione

Cass. 26 luglio 1984, n. 4390


1984
Giurisprudenza di merito

Pret. Milano 30 giugno 1984


1984
Corte di Cassazione

Cass. 8 maggio 1984, n. 2808


1984
Giurisprudenza di merito

Trib. Milano 27 gennaio 1984


1984
Corte di Cassazione

Cass. 29 marzo 1982, n. 1965


1982
Corte di Cassazione

Cass. 24 aprile 1981, n. 2481


1981
Corte di Cassazione

Cass. 15 gennaio 1981, n. 349


1981
Corte di Cassazione

Cass. 13 gennaio 1981, n. 300


1981
Giurisprudenza di merito

Pret. Borgo a Mozzano 10 gennaio 1981


1981
Corte di Cassazione

Cass. 16 aprile 1980, n. 2489


1980
Giurisprudenza di merito

Pret. Napoli 18 ottobre 1979


1979
Corte di Cassazione

Cass. 28 giugno 1978, n. 3235


1978
Corte di Cassazione

Cass. 28 aprile 1978, n. 2018


1978
Corte di Cassazione

Cass. 18 gennaio 1978, n. 233


1978
Giurisprudenza di merito

Pret. Milano 10 gennaio 1977


1977
Corte di Cassazione

Cass. 25 ottobre 1976, n. 3836


1976
Corte di Cassazione

Cass. 16 aprile 1976, n. 1366


1976
Giurisprudenza di merito

Pret. Bologna 24 maggio 1975


1975
Corte di Cassazione

Cass. 19 ottobre 1973, n. 2654


1973
Corte di Cassazione

Cass. 19 ottobre 1973, n. 2653


1973
Corte di Cassazione

Cass. 19 ottobre 1973, n. 2645


1973
Corte di Cassazione

Cass. 19 ottobre 1973, n. 2644


1973
Corte di Cassazione

Cass. 19 ottobre 1973, n. 2643


1973

Dottrina

AutoreTitoloRivista / EditoreAnno
Di Stasi A.

Il Testo Unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 stipulato tra Confindustria e Cgil Cisl e Uil. Una riflessione critica.

L’angolo visuale in cui si pone la presente riflessione è limitato all’esame di eventuali profili critici contenuti nell’Accordo interconfederale stipulato il 10 gennaio 2014 tra Cgil, Cisl, Uil e Confindustria, denominato ‘Testo Unico sulla rappresentanza’, con riferimento alla loro compatibilità con le regole associative e statutarie, con particolare attenzione alle Carte della Cgil e delle federazioni che a essa aderiscono.

Rivista giuridica del lavoro, fasc. 32014
Laforgia S.

L’Accordo interconfederale del 10 gennaio 2014 e le ‘nuove’ Rsu

Il saggio, nell’ambito della riforma del sistema delle relazioni sindacali e della complessa transizione dall’Accordo interconfederale del 20 dicembre 1993 a quello del 10 gennaio 2014, si occupa della parte II dedicata alla regolamentazione della rappresentanza in azienda. In particolare, il saggio analizza la disciplina delle «nuove» Rsu attraverso un’illustrazione delle principali modifiche rispetto alla disciplina preesistente, individuando in esse il prisma attraverso il quale osservare i cambiamenti e le tensioni che hanno attraversato le relazioni sindacali negli ultimi anni.

Rivista giuridica del lavoro, fasc. 32014
Falsone M.

Sul criterio di legittimazione attiva ex art. 28 St. lav. e sull’esigenza di aggiornarne l’interpretazione alla luce della Corte costituzionale n. 231/2013

L’autore mette in luce come – oltre al criterio di legittimazione di cui all’art. 19 St. lav. – debba essere rivisto anche quello di cui all’art. 28 della medesima legge, essendo il requisito della nazionalità non più rispondente ad un sistema di relazioni industriali basato sempre meno sul livello nazionale e sempre più su quello aziendale.

Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 637 - 6462014
De Angelis L.

Brevi annotazioni sull’incostituzionalità del criterio di legittimazione attiva di cui all’art. 28 dello statuto dei lavoratori

A parere dell’A. il criterio della nazionalità della associazione sindacale previsto dall'art. 28 St. Lav. è divenuto incostituzionale a seguito della riformulazione dell’art. 19 St. lav. operata dal referendum del 1995 prima e da C. cost. n. 231/13 poi.

Il lavoro nella giurisprudenza, fasc. 3, pp. 221 - 2262014
Del Punta R.

Note sparse sul Testo Unico sulla rappresentanza

L’A., dopo aver sottolineato come la prospettiva di un intervento legislativo sia ancora attuale, nonostante i problemi che esso solleverebbe (in particolare in relazione all’art. 39, commi 2-4 Cost.), analizza gli aspetti ritenuti più sensibili del Testo Unico sulla rappresentanza firmato da Confindustria, Cgil, Cisl, e Uil il 10 gennaio 2014. In particolare, l’indagine critica muove dal ‘pilastro portante’ dell’assetto regolativo disegnato dal TU, ossia il sistema di misurazione e certificazione della ‘rappresentatività’, presupposto per una completa riorganizzazione della disciplina del CCNL. Disciplina che è oggi imperniata su una valorizzazione del principio della maggioranza (semplice), funzionale sia all’esigibilità sia al regime di efficacia soggettiva del contratto collettivo. L’A. si sofferma, quindi, sull’analisi del nuovo assetto delle rappresentanze aziendali dei lavoratori, ponendo anche in evidenza il tentativo, contenuto nel TU, di dare un’attuazione sindacalmente condivisa alla sentenza n. 231/2013 della Corte costituzionale, specificando quali sono le organizzazioni sindacali ‘partecipanti alla negoziazione’. Dopo aver effettuato qualche breve riflessione sulla contrattazione aziendale, a cui il TU non apporta novità di rilievo rispetto alla regolamentazione già introdotta dall’accordo del 28 giugno 2011, il saggio si chiude affrontando il tema delle tecniche di governo del conflitto contenuto nel TU.

Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 673 - 6862014
Scarpelli F.

Il Testo Unico sulla rappresentanza tra relazioni industriali e diritto

Le regole in materia di rappresentanza e contrattazione scaturite dalla firma degli accordi interconfederali unitari dell’ultimo triennio e, come noto, recentemente racchiuse nel c.d. Testo Unico datato 10 gennaio 2014 si prestano ad essere analizzate in due diverse ottiche: quella propria delle relazioni industriali e quella propria dell’ordinamento giuridico. L’A. avverte quindi la necessità, non sempre colta nelle valutazioni degli interpreti, di tenere presente questa diversità di piani, onde poter assegnare un corretto significato agli stessi termini utilizzati dalle parti firmatarie delle intese. Fatte queste premesse, l’A. esamina alcuni aspetti del Testo Unico del 10 gennaio 2014, muovendo dalla questione relativa alla misurazione e certificazione della rappresentanza. A questo riguardo l’A. affronta, anzitutto, il tema della definizione dell’ambito della misurazione della rappresentanza affermando come, nell’ottica delle relazioni industriali e, quindi, diversamente che dalle logiche del giurista positivo, la determinazione delle ‘categorie’ di riferimento non rappresenti un vero problema, essendo infatti tale ambito coincidente con l’area di applicazione dei contratti collettivi sinora stipulati. Per l’A. è semmai discutibile se nell’ambito di misurazione della rappresentanza debbano rientrare i soli lavoratori addetti alle imprese associate alla federazione datoriale di categoria, come probabilmente voluto da Confindustria, ovvero anche i lavoratori addetti alle imprese non associate, come per l’A. sembrerebbe più coerente con lo spirito dell’accordo. L’A. svolge poi alcune osservazioni sul tema della contrattazione collettiva, analizzando, in primo luogo, la disciplina delle clausole di apertura ai soggetti sindacali non firmatari del TU. Secondo l’A. non può condividersi la tesi per cui ai sindacati terzi che aderiscano al sistema delineato dall’intesa sia comunque precluso di partecipare alla contrattazione collettiva nazionale, come potrebbe desumersi dalle ambigue clausole dell’intesa unitaria. In secondo luogo l’A. affronta la questione dell’efficacia dei contratti stipulati in conformità alle disposizioni dell’accordo, avvertendo che simile questione, risolta dal TU ricorrendo a regole ispirate al principio maggioritario, non possa essere correttamente vagliata sulla scorta delle regole dell’ordinamento giuridico e, in particolare, dell’art. 39 Cost. E ciò perché trattasi di regole di fonte convenzionale, inidonee in quanto tali ad attribuire efficacia erga omnes a dei contratti collettivi. Infine l’A. esamina la clausola del TU intervenuta a fornire un criterio di interpretativo dell’art. 19 Stat. lav., sottolineando come, anche su tale questione, l’analisi dell’interprete debba distinguere tra il piano dell’autonomia sindacale e le valutazioni di diritto positivo. Mentre infatti sul piano dell’ordinamento intersindacale la clausola ha il merito, a giudizio dell’A., di interpretare il criterio selettivo dell’art. 19 Stat. lav. secondo una logica promozionale, sul piano dell’ordinamento giuridico statuale la clausola non può impedire l’accesso ai diritti sindacali sulla base di criteri diversi da quello concordato dalle parti e fondati direttamente sull’art. 19.

Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 687 - 7082014
Ferraro G.

Sul rinnovato ‘sistema’ di relazioni industriali


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 549 ss.2014
Marazza M.

Dalla ‘autoregolamentazione’ alla ‘legge sindacale’? La questione dell’ambito di misurazione della rappresentatività sindacale


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 608 ss.2014
Zampini G.

Il testo unico del 10 gennaio 2014. Misura e certificazione della rappresentanza sindacale tra Costituzione e autonomia collettiva


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 629 ss.2014
Lambertucci P.

La rappresentanza sindacale e gli assetti della contrattazione collettiva dopo il Testo Unico sulla rappresentanza 2014: spunti di riflessione

Il saggio ricostruisce i nuovi profili della 'misurazione' della rappresentanza sindacale e dell'articolazione dei livelli contrattuali alla luce della disciplina introdotta dalle parti sociali con il Testo Unico sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014. Sotto il primo versante, individuati gli snodi fondamentali che pone la 'certificazione' della rappresentatività sindacale, il saggio si intrattiene, in particolare, sulle innovative previsioni in materia di processo negoziale per la stipula del contratto collettivo nazionale di categoria, del quale caldeggia un'efficacia erga omnes, secondo la vocazione 'tipica' dell'ordinamento intersindacale, non interdetta dall'art. 39 della Costituzione. Sotto il secondo versante, individuato il nuovo scenario dei soggetti collettivi stipulanti a livello aziendale e nell'auspicio di una 'generalizzazione' del modello di rappresentanza nei luoghi di lavoro costituito dalle rappresentanza sindacali unitarie, pone l'accento sui nuovi scenari delle relazioni industriali, che consentono al contratto aziendale di 'derogare' al contratto nazionale di categoria. si auspica, infine, che il 'modello' disegnato dalle parti possa essere sostenuto dal legislatore, come momento di 'ricezione', da parte dell'ordinamento statuale, delle fonti di produzione normativa della disciplina del lavoro introdotte dall'ordinamento intersindacale

Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 237 - 2722014
Biase M.

Retribuzione di produttività, flessibilità e nuove prospettive partecipative

Il saggio trae spunto dalle attuali istanze di solidarietà e cooperazione tra capitale e lavoro e della contestuale ricerca, da parte delle imprese, di nuove soluzioni per incrementare la produttività del lavoro. Nel tracciare un collegamento tra decentramento contrattuale, produttività e partecipazione, l'A. esamina innanzitutto il processo di spostamento della contrattazione verso il basso realizzato 'spontaneamente' in Germania, risultando decisivo ai fini della tenuta del sistema tedesco nei momenti di crisi. L'attenzione si sposta poi sul fronte interno, ed in particolare sul progressivo decentramento della contrattazione a favore del livello aziendale, insieme al sempre più diffuso ricorso alla tecnica normativa di rinvio alla contrattazione collettiva. Affrontando il nodo dei limiti per un decentramento 'ordinato' e rispettoso dei limiti imposti da fondamentali disposizioni di rango costituzionale, il saggio esplora le potenzialità di una 'retribuzione di produttività' legata, non solo e non tanto ai risultati economici, quanto all'implementazione di misure di flessibilità interna, possibile prologo per l'eventuale sviluppo, in futuro, di forme partecipative anche in ambito gestionale

Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 337 - 3722014
Zoppoli L.

Le nuove rappresentanze sindacali unitarie e il gattopardo democratico

Dopo una breve analisi della crisi del sistema di relazioni industriali, mettendo in luce la genesi delle nuove regole sulla rappresentanza a livello di impresa, il contributo analizza le principali modifiche apportate alla regolamentazione delle RSU dagli accordi sottoscritti tra il 2011 ed il 2014. A parere dell’A. le nuove RSU risultano maggiormente caratterizzate quali organismi istituzionali rappresentativi di tutti i lavoratori e fondati su base democratica. Al tempo stesso, l’A. evidenzia come le regole contenute negli accordi mostrino forti limiti di coerenza e di efficacia superabili solo con una nuova legge di riforma dell'art. 19 dello Statuto dei Lavoratori

Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 65 - 812014
Faioli M.

Dissenso collettivo e razionalità individuali nelle relazioni industriali italiane. Il decentramento contrattuale nella prospettiva degli accordi interconfederali del 2011-14

I protocolli/accordi interconfederali 2011-14 stanno gradualmente configurando le regole per la gestione del dissenso nell’ambito delle relazioni industriali italiane. Il dissenso, in questa prospettiva, è colto nelle dinamiche nazionali e in quelle aziendali/territoriali. A quest’ultimo riguardo si osserva la gestione della complessa dinamica che caratterizza le vicende giuridiche della contrattazione articolata, con gli effetti diretti sul modello di decentramento contrattuale che viene a determinarsi in azienda o in territori, geograficamente definiti, in relazione a (ulteriori) flessibilità da applicare ai contratti individuali di lavoro

Economia & Lavoro, fasc. 1, pp. 7 - 222014
Hege A., Dufour C.

Decentralized collective bargaining in France

Come sono cambiati i rapporti di lavoro negli ultimi decenni in Francia? Come si sono adattati al nuovo contesto socio-economico? Come hanno fatto fronte le piccole imprese e i loro dipendenti ai cambiamenti in termini di inclusione nella contrattazione collettiva? Nelle pagine seguenti cerchiamo di spiegare la moltitudine dei fatti che segnano questi sviluppi. L’ipotesi di questo articolo è che, nonostante la moltiplicazione delle istituzioni, i rapporti di lavoro in Francia abbiano perso il loro impatto nella vita delle imprese e dei lavoratori. Le aziende dimostrano la loro autonomia verso il sistema di contrattazione collettiva pur rispettando formalmente la fitta rete di vincoli normativi che lo Stato ha creato. Le imprese più piccole e i lavoratori precari non sono inclusi in queste fitte reti. L’esistenza di un salario minimo relativamente elevato nella comparazione internazionale è l’ultima barriera di una rottura del mercato del lavoro

Economia & Lavoro, fasc. 1, pp. 23 - 442014
Haipeter T., Lehndorff S.

Decentralisation of collective bargaining in Germany: fragmentation, coordination and revitalisation

Dagli anni Novanta, la contrattazione decentrata è diventata un elemento importante nelle relazioni industriali tedesche. Nell’insieme, le caratteristiche di base dell’architettura istituzionale della contrattazione collettiva sono rimaste invariate. Le procedure e i contenuti, tuttavia, sono in continuo mutamento. L’aspetto generale di questi cambiamenti può essere descritto come una tendenza più ampia di indebolimento e frammentazione. Mentre, in generale, il win-win non è stato obiettivo di cambiamenti nel sistema, questi potrebbero implicare un processo di rafforzamento delle capacità di contrattazione locale. Ciò che si può osservare in particolare è che, in alcuni casi, il decentramento ha innescato iniziative per un maggiore coinvolgimento dei sindacati. Nel report forniamo una panoramica su questi cambiamenti e le loro, a volte, contradditorie implicazioni. Dopo un ampio quadro sulla loro situazione economica e politica negli anni Novanta e nei primi anni Duemila, includiamo i contributi più importanti della contrattazione collettiva a vari livelli per la stabilizzazione del mercato del lavoro tedesco nella crisi attuale (par. 2). Nei parr. 3 e 4 ci concentriamo sulla contrattazione collettiva decentrata nel settore metalmeccanico e nel settore ospedaliero. Ciascuno dei settori rappresenta una variante specifica di decentramento: il primo è un caso di decentramento coordinato o organizzato e il secondo un caso di decentramento frammentato. Analizzeremo come i sindacati affrontano le sfide che accompagnano il decentramento. In entrambi i settori, i sindacati hanno sviluppato nuove forme di coordinamento e di contrattazione collettiva che si sono dimostrate essere un presupposto necessario per impedire che il decentramento diventi uno strumento di erosione della contrattazione collettiva

Economia & Lavoro, fasc. 1, pp. 45 - 642014
Dell’Atti P., Caponetti B.

Caso studio sul contratto di prossimità ex art. 8, legge 14 settembre 2001, n. 148

Il saggio esamina il contratto aziendale stipulato, ai sensi dell’art. 8 della legge 14 settembre 2011, n. 148, nell’azienda Tessitura del Salento srl con particolare attenzione alle finalità dell’accordo e agli aspetti positivi e critici afferenti alla contrattazione di prossimità in generale e con riferimento al caso in esame

Economia & Lavoro, fasc. 1, pp. 65 - 742014
Ghigiarelli D., Cerusa L.

Flessibilità oraria e premio di produttività. Contratto collettivo regionale di lavoro 24 ottobre 2012

Il saggio analizza le disposizioni di cui al contratto collettivo per i dipendenti delle aziende artigiane lombarde dell’area chimica-ceramica, sottoscritto il 24 ottobre 2012, evidenziandone, alla luce del contesto di riferimento, benefici e criticità

Economia & Lavoro, fasc. 1, pp. 75 - 812014
Caponetti B.

Caso studio su contrattazione decentrata e decontribuzione

Il saggio esamina, quale modello di contrattazione decentrata indotta dalle agevolazioni contributive previste dall’attuale normativa, il contratto Unionmeccanica Vicenza e Fim-Cisl e Uilm-Uil della provincia di Vicenza, mettendone in evidenza obiettivi, finalità e caratteristiche nonché gli aspetti critici e le possibili difficoltà di attuazione

Economia & Lavoro, fasc. 1, pp. 82 - 892014
Tomassetti P.

Gli accordi aziendali di produttività: una dimensione provinciale?

Questo articolo presenta, in sintesi, i risultati di una indagine sugli accordi di produttività, condotta su un campione di 350 contratti integrativi aziendali sottoscritti nell’industria metalmeccanica lombarda nel periodo 2008-13. Il dato sulla dimensione quantitativa degli accordi di produttività mostra l’incapacità del sistema di contrattazione articolata di garantire l’equazione per cui il ccnl sta alla tutela del potere d’acquisto come la contrattazione aziendale sta alla produttività

Economia & Lavoro, fasc. 1, pp. 90 - 962014
Capelli S., Marino S.

Contrattazione collettiva decentrata e democrazia industriale in Lombardia

Il saggio descrive il ruolo della contrattazione collettiva decentrata nel cercare di rafforzare la competitività delle imprese sul mercato globale. A tal fine, viene postulata come necessaria un’azione preventiva coordinata della legge, insieme agli attori politici e sociali. Negli accordi riportati di aziende e province della Lombardia, appare un allargamento dei temi contrattati anche a tematiche più qualitative (flessibilità di orari di lavoro, welfare aziendale, formazione), in modo da mantenere alta la motivazione dei lavoratori e supportare l’azienda a raggiungere gli obiettivi strategici. Viene verificato il livello di ‘democrazia industriale’ osservata e vengono identificate, nello stesso tempo, possibili linee guida per lo sviluppo futuro della contrattazione collettiva decentrata in Italia

Economia & Lavoro, fasc. 1, pp. 97 - 1072014
Vitaletti M.

Retribuzione di produttività e contrattazione collettiva decentrata

Il saggio prende in esame le tecniche elaborate dall’Accordo interconfederale del 21 novembre 2012 e dal d.p.c.m. del 22 gennaio 2013 per legare gli incrementi della retribuzione alla misurazione della produttività, facendo emergere due modelli, distinti per struttura e funzione, da poter adottare nell’ambito della contrattazione collettiva di secondo livello

Economia & Lavoro, fasc. 1, pp. 108 - 1162014
Bavaro V.

Contrattazione aziendale e produttività (a proposito di un’indagine casistica)

L’articolo sviluppa uno studio empirico sulla contrattazione aziendale svolto su oltre 700 contratti. Dall’analisi dei contenuti dei contratti aziendali emerge una diffusa tendenza a contrattare il salario variabile di risultato secondo le indicazioni provenienti dalla struttura contrattuale risalente al Protocollo del 1993. Questa analisi viene, però, inquadrata nel contesto della recente riformulazione della struttura contrattuale mettendo in evidenza il connotato peculiare delle esigenze di specializzazione organizzativa insita nella maggiore agibilità della contrattazione aziendale e di come, però, essa possa essere declinata differentemente a seconda di come viene inteso il significato di ‘produttività’

Economia & Lavoro, fasc. 1, pp. 117 - 1302014
Garilli A.

Reciproco riconoscimento e rappresentatività sindacale (spunti ricostruttivi della sentenza della Corte costituzionale n. 231 del 2013)


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 19 - 312014
Corrias M.

Gli effetti della violazione degli accordi interconfederali tra libertà sindacale e autonomia del contratto collettivo di categoria


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 255 - 2692014
Zoppoli A.

Art. 19 dello Statuto dei lavoratori, democrazia sindacale e realismo della Consulta nella sentenza n. 231/2013


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 333 – 3512014
Aloisi A.

Selezione o esclusione, in tema di parità di trattamento: è il datore di lavoro a scegliere con quale sigla sindacale trattare il rinnovo contrattuale?


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 425 - 4412014
Tosi P.

I diritti sindacali tra rappresentatività e rappresentanza


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 1 - 182014
De Luca Tamajo R.

La sentenza n. 231/2013 della Corte costituzionale sullo sfondo della crisi del sistema sindacale anomico


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 45 - 512014
Guarriello F.

La partecipazione al processo negoziale nel quadro europeo e comparato


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 25 - 432014
Tria L.

Il quadro della rappresentatività sindacale dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 231 del 2013


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 7 - 242014
Andreoni A.

La Corte costituzionale nel prisma delle relazioni sindacali


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 3 - 52014
Alaimo A.

Rappresentanze aziendali, diritti di coinvolgimento e negoziazione collettiva nelle imprese 'globali'


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 53 - 682014
Viscomi A.

Soggettività sindacale e categorie contrattuali


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 69 - 872014
Campanella P.

Decentramento contrattuale e incentivi retributivi nel quadro delle politiche di sostegno alla produttività del lavoro

L’articolo analizza le politiche di sostegno alla produttività e, dopo aver ricostruito la disciplina legale e messo in luce come manchino meccanismi volti ad un reale incremento della produttività, suggerisce di superare le attuali politiche volte esclusivamente a ridurre il carico contributivo e fiscale sul lavoro con la costruzioni di differenti e più efficaci sistemi incentivanti

PRISMA Economia - Società - Lavoro, fasc. 1, pp. 53 - 782014
Mariucci L.

Il situazionismo contrattuale: note sul caso Pometon


Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 141, pp. 175 - 1822014
Carrieri M.

Come promuovere la rappresentanza sindacale


Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 141, pp. 151 - 1652014
Pinelli C.

Dal Protocollo d’intesa del 31 maggio 2013 alla rilettura dell’art. 39 Cost.


Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 141, pp. 143 - 1492014
Cataudella A.

Nota sul protocollo d’intesa del 31 maggio 2013


Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 141, pp. 137 - 1412014
Liso F., Magnani M., Salomone R.

Opinioni sul ‘nuovo’ art. 19 dello statuto dei lavoratori


Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 141, pp. 105 - 1362014
Pessi R.

Ordinamento statuale e ordinamento intersindacale: promozione o regolazione?


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc.1, pp. 3 - 162014
Bavaro V.

Sull’efficacia temporale del contratto collettivo nell’ordinamento giuridico sindacale

Il saggio analizza l'efficacia nel tempo del contratto collettivo criticando la visione della dottrina prevalente e gli argomenti addotti da quest’ultima. L’Autore propone di superare l'applicazione rigorosa delle categorie del diritto comune dei contratti al contratto collettivo nonché il richiamo alla libertà contrattuale valorizzando la funzione dell'ultrattività nei rapporti collettivi e nelle relazioni industriali e concludendo per la vigenza del contratto collettivo anche oltre il termine di scadenza

Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 51 - 822014
Valente L.


Rappresentanza sindacale: l’accordo tra le parti sociali


Diritto e pratica del lavoro, fasc. 8, pp. 454 - 4632014
Bini S.

Quali relazioni industriali nell’epoca della globalizzazione?


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 2, pp. 431 - 4512014
D’Arcangelo L.

Ruolo e funzioni della contrattazione territoriale nelle tutele per il lavoro


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 2, pp. 401 - 4302014
Corazza L.

Il conflitto collettivo nel Testo Unico sulla rappresentanza: prime note


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 3 – 182014
Passalacqua P.

Il modello del sindacato comparativamente più rappresentativo nell’evoluzione delle relazioni sindacali


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 2, pp. 378 - 3992014
Lai M.

La rappresentanza sindacale tra contrattazione, legge e giurisprudenza


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 19 – 332014
Pessi R.

La democrazia sindacale tra legge ed autonomia collettiva


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 2, pp. 368 - 3772014
Carinci F.


Il lungo cammino per Santiago della rappresentatività sindacale: dal Tit. III dello Statuto dei lavoratori al Testo Unico sulla Rappresentanza 10 gennaio 2014

Il saggio ricostruisce - partendo dall’art. 39 Cost. per arrivare alla Sentenza n. 231/13 della Corte Costituzionale - il contesto legislativo e contrattuale che ha portato alla sottoscrizione del Testo Unico sulla Rappresentanza del 10 gennaio 2014

Diritto delle relazioni industriali, fasc. 2, pp. 309 - 3672014
Gamberini G., Venturi D.

La facoltà derogatoria della contrattazione collettiva nella responsabilità solidale negli appalti


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 182 - 2182014
Messori M.

Quali politiche per il rilancio della produttività

La deludente dinamica della produttività del lavoro che caratterizza l’economia italiana trova la propria ragion d’essere nella mancanza di innovazioni organizzative da parte delle imprese. Al fine di recuperare il divario di competitività creatosi risulta, quindi, necessario spingere le imprese di dimensione piccola e medio - piccola in quella direzione e lo strumento per farlo non può che essere la cosiddetta produttività programmata

Quaderni di rassegna sindacale - Lavori, fasc. 2, pp. 95 - 1072013
Alvino I.

L’introduzione di regole sulla rappresentatività e gli effetti sulla dinamica dei rapporti collettivi: esperienze a confronto


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 68 - 992013
Carinci F.

Adelante Pedro, con juicio: dall’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 al Protocollo d’intesa 31 maggio 2013 (passando per la riformulazione ‘costituzionale’ dell’articolo 19, lettera b, St.)

L’articolo analizza il “Protocollo d’intesa” firmato dalle parti sociali il 31 Maggio 2013 mettendolo a confronto con la disciplina prevista per il pubblico impiego privatizzato ed evidenziandone somiglianze e differenze

Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 598 - 6172013
Del Conte M.

Lavoro, relazioni sindacali e politica industriale dopo l’accordo sulla rappresentanza

Il saggio analizza l’impatto dell'accordo sulla rappresentanza sindacale sottoscritto tra CGIL, CISL, UIL e Confindustria il 31 maggio 2013 sui rapporti di lavoro, sulle relazioni industriali e sulla politica industriale del nostro Paese

Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 618 - 6212013
Marazza M.

Il Protocollo d’intesa 31 maggio 2013 c’è, ma la volontà delle parti?


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 621 - 6332013
Potestio M. P.


Rappresentatività e contrattazione: l’approdo del protocollo del 31 maggio 2013


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 633 - 6372013
Tosi P.

Il Protocollo Confindustria, CGIL, CISL, UIL del 31 maggio 2013


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 638 - 6412013
Tursi A.


L’Accordo del 31 maggio su rappresentanza e rappresentatività per la stipula del CCNL: appunti in tema di rappresentatività, legittimazione negoziale, efficacia soggettiva e contrasto agli ‘accordi separati’


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 642 - 6492013
Vallebona A.


Rappresentanza: prime osservazioni sul protocollo d’intesa del 31 maggio 2013 tra Confindustria e CIGL, CISL, UIL


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 649 - 6502013
Massagli E.

Inflazione, contrattazione salariale: inquadramento storico e prospettive evolutive dell’indice IPCA

L’accordo interconfederale del 22 gennaio 2009 ha introdotto l’indice IPCA come valore di riferimento per la contrattazione collettiva nazionale. Nelle Linee programmatiche del 21 novembre 2012 le parti sociali firmatarie hanno individuato nell’IPCA una soglia massima ma lo studio dei rinnovi dei contratti collettivi di lavoro privato maggiormente diffusi ha dimostrato la pattuizione di incrementi economici più alti del costo della vita e la scarsa importanza del secondo livello di contrattazione. Occorrerebbe, invece, alleggerire il contratto collettivo nazionale e responsabilizzare la contrattazione economica aziendale e territoriale

Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 717 - 7502013
Tuttobene M.

Decontribuzione dei salari di produttività 2012: perplessità circa i termini per il deposito dei contratti di secondo livello. Valutazioni giuridiche e gestionali


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 815 - 8212013
Carinci F.

Il buio oltre la siepe: Corte costituzionale 23 luglio 2013, n. 231

Il saggio analizza l’evoluzione della giurisprudenza della Corte Costituzionale sull’art. 19, l. 20 maggio 1970, n. 300 (c.d. Statuto dei Lavoratori) dagli anni ’70 ad oggi

Diritto delle relazioni industriali, fasc. 4, pp. 899 - 9492013
Pessi R.

Rappresentanza e rappresentatività sindacale tra contrattazione collettiva e giurisprudenza costituzionale


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 4, pp. 950 - 9572013
Tursi A.

L’articolo 8 della legge n. 148/2011 nel prisma dei rapporti tra legge e autonomia collettiva


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 4, pp. 958 - 9792013
Borzaga M.

Contrattazione collettiva di prossimità e disciplina delle mansioni: una via per aumentare la flessibilità interna del rapporto di lavoro e la produttività delle imprese?


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 4, pp. 980 - 10032013
Santoro-Passarelli G.

La partecipazione alle trattative come criterio di misurazione della rappresentatività sindacale e l’applicazione dell’articolo 28 dello Statuto dei lavoratori


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 4, pp. 1143 - 11502013
Ferraresi M.

L’articolo 8, decreto legge n. 138/2011, supera il vaglio di costituzionalità ex articolo 117 della Costituzione in tema di riparto di competenze tra Stato e Regioni


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 164 - 1722013
Crevatin M.

Contrattazione collettiva separata nel settore metalmeccanico ed esercizio dei diritti sindacali: il caso del diritto di assemblea


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 145 - 1522013
Casotti A., Gheido M. R.

Detassazione, premi di produttività e imposte sui redditi


Diritto e pratica del lavoro, fasc. 30, pp. 250 - 2532013
Carrieri M., Treu T. (a cura di)

Verso nuove relazioni industriali

Il volume analizza le criticità del modello tradizionale di relazioni industriali alla luce della crisi economica e della globalizzazione suggerendo di spostarne i confini verso l’ambito sovranazionale potenziando, però, al contempo le attività contrattuali e di rappresentanza più vicine ai luoghi di lavoro ed alla dimensione locale

Il Mulino, Bologna2013
Monterossi L.

Le prime ipotesi applicative della clausola 7 dell'Accordo interconfederale 28 giugno 2011 e dell'art. 8 della legge n. 148/2011


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 211 – 2212013
Mastinu E.

La regolamentazione contrattuale del conflitto sindacale. Vecchi problemi e nuove tendenze

Il saggio studia la disciplina negoziale del conflitto sindacale alla luce degli accordi interconfederali del 2009 e del 2011

Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 2, pp. 371 - 4062013
Giasanti L.

L'interpretazione adeguatrice dell'art. 19 St. Lav. tra giudice ordinario e giudice costituzionale


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 100 - 1102013
Liso F.

Brevi note sul protocollo Confindustria, Cgil, Cisl e Uil del maggio 2013


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 4, pp. 837 - 8482013
Fassina L.

Costituzione e articolo 8 della legge n. 148/2011: il fascino «indiscreto» di una norma irragionevole

Il saggio analizza l’art. 8 l. n. 148/11 mettendone in luce l’incostituzionalità: a parere dell’A. la possibilità concessa alla contrattazione collettiva aziendale e territoriale di derogare la legge stravolge il sistema delle fonti e si pone in contrasto con l’art. 3 Cost. e con il principio di legalità dell’ordinamento

Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 3, pp. 617 - 6532013
Rusciano M.

Sindacato 'firmatario' e 'trattante', purché 'rappresentativo'


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 4, pp. 517 - 5332013
Zilio Grandi G.


La retribuzione collegata alla produttività aziendale: quadro normativo di riferimento e impatto dell’accordo sui livelli retributivi

Il saggio prende in considerazione la recente evoluzione, sia normativa che contrattuale, in tema di retribuzione di produttività come parte del più ampio sistema di relazioni industriali analizzandone l’impatto sul sistema della rappresentanza sia dei lavoratori che delle imprese

Diritti Lavori Mercati, fasc. 1, pp. 33 - 512013
De Stefano V.

'Caso Fiat', affiliazione sindacale e tutela anti-discriminatoria: una lettura fondata sulle fonti internazionali ed europee


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 363 - 3832013
Tosi P.


Gli assetti contrattuali fra tradizione e innovazione


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 506 - 5492013
De Stefano V.

La Corte Costituzionale e l'art. 19 dello Statuto dei lavoratori: molto più che un semplice aggiornamento


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 6, pp. 1396 - 14252013
Maresca A.

Costituzione della RSA e sindacati legittimati


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 6, pp. 1298-13302013
De Stefano V., Liebman S.

Le clausole che regolano la trattativa sindacale nel protocollo d'intesa del 31 maggio 2013: l'occasione per una ricostruzione diacronica


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 4-5, pp. 737 - 7512013
Lassandari A.

Divisione sindacale e ‘crescita di produttività e competitività’

Il saggio analizza i contenuti dell’accordo sulla produttività del 21 novembre 2012 mettendo in luce come le misure introdotte non possano da sole incrementare la produttività e la competitività delle aziende. Vengono, inoltre, messi in luce il crescente disaccordo tra le parti sociali e la frammentazione del sistema di contrattazione collettiva seguito alla conclusione dell’accordo

Lavoro e diritto, fasc. 2, pp. 243 - 2672013
Lambertucci P.

L’art. 19 dello Statuto dei lavoratori dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 231 del 2013: brevi riflessioni


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 992 - 10032013
Caruso B.

La Corte costituzionale tra Don Abbondio e Il passero solitario: il sistema di rappresentanza sindacale dopo la sent. n. 231/13


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 901 - 9172013
Perulli A.


La contrattazione di ‘prossimità’: teoria, comparazione e prassi

Il saggio analizza la disciplina introdotta dall'art. 8, l. n. 148/11 mettendo in luce come la stesso potrà dar luogo ad un fenomeno di aziendalizzazione della regolazione che si pone come unicum nel panorama europeo – caratterizzato, invece, da un modello organizzato di decentramento contrattuale – e che lascia spazio a possibili abusi del potere di deroga attribuito alla contrattazione di prossimità

Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 919 - 9602013
Viscomi A.


Prime note sul Protocollo 31 maggio 2013


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 749 - 776.2013
Maresca A.

Il contratto collettivo nazionale di categoria dopo il Protocollo d’intesa 31 maggio 2013


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 707- 7482013
Malandrini S.


Contrattazione di prossimità e welfare aziendale


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 141 - 1502013
De Rosa M.

Il rappresentante sindacale «transfugo» nel Protocollo d’intesa del 31 maggio 2013


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 129 - 1402013
Villa E.


La retribuzione di risultato nel lavoro privato e pubblico: regolazione ed esigibilità


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 451 ss.2013
Gargiulo U.

Tensioni e distorsioni nella crisi del modello «statutario» di rappresentanza sindacale in azienda


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 171 - 1982013
Santoni F.

Contrattazione collettiva e principio di maggioranza


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 75 - 1012013
Vitaletti M.


La retribuzione di produttività

Il volume analizza le tecniche elaborate dalla contrattazione collettiva di secondo livello per legare gli incrementi della retribuzione alla misurazione della produttività individuando, alla luce dell'evoluzione degli assetti contrattuali e degli strumenti di incentivazione, due differenti modelli legati rispettivamente al raggiungimento di un risultato individuato dalla contrattazione collettiva e ad una più efficiente organizzazione del lavoro

ESI, Napoli2013
Imberti L.

A proposito della legge n. 148/2011: le deroghe si fanno ma non si dicono

Il saggio mette in luce come, nonostante la dichiarata indisponibilità dalle principali organizzazioni sindacali, siano stati stipulati accordi decentrati in deroga alla legge ed alla contrattazione collettiva nazionale ai sensi dell'art. 8 della l. n. 148/2011

Giornale di diritto del lavoro e delle relazioni industriali, fasc. 138, pp. 255 - 2722013
Ghera E.

L’articolo 19 dello statuto, una norma da cambiare?


Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 138, pp. 185 - 1952013
Barbieri M.

Un accordo senza respiro

Il saggio analizza l'accordo sulla produttività del lavoro stipulato il 21 novembre 2012 mettendo in luce la spinta verso una aziendalizzazione del sistema di relazioni industriali e dei meccanismi di rappresentanza

Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 138, pp. 273 - 2842013
Cella G. P.

Produttività e relazioni industriali

Il saggio analizza i rapporti tra il sistema delle relazioni industriali e la produttività sia dal punto di vista teorico che pratico ponendo, in particolare, l’attenzione sull'accordo sulla produttività sottoscritto nel 2012

Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 138, pp. 285 - 2922013
Dell’Aringa C.

L’accordo sulla produttività: quali prospettive per competitività e salari?

Dopo aver messo in luce la perdita di competitività e la stasi dei salari reali e la caduta del ‘trend’ della produttività, l’A. analizza i meccanismi di determinazione dei salari e gli effetti dell'accordo anche ponendo in relazione produttività e qualità dell'occupazione

Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 138, pp. 293-3022013
Tronti L.


Dopo l’ennesimo accordo inutile. Un nuovo scambio politico


Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 138, pp. 303 - 3142013
Tiraboschi M.


L’articolo 8 del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138: una prima attuazione dello ‘Statuto dei lavori’ di Marco Biagi


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 78-92.2012
Mazzotta O.

‘Apocalittici’ e ‘integrati’ alle prese con l’art. 8 della legge n. 148 del 2011: il problema della disponibilità del tipo


Lavoro e diritto, fasc. 1, pp. 19 -292012
Bavaro V.

Rappresentanza e rappresentatività sindacale nella evoluzione delle relazioni industriali


Diritti lavori mercati, fasc. 1, pp. 31 - 572012
Garilli A.

Finalizzazione e oggetto degli accordi di prossimità


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 3, pp. 485 - 4922012
Bavaro V.

Azienda, contratto e sindacato


Cacucci, Bari2012
Garilli A.

L’art. 8 della legge n. 148/2011 nel sistema delle relazioni sindacali


WP CSDLE Massimo D’Antona.IT’, n. 1392012
Lunardon F.

Il contratto collettivo aziendale: soggetti ed efficacia


Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 133, pp. 21-662012
Leccese V.

Il diritto sindacale al tempo della crisi. Intervento eteronomo e profili di legittimità costituzionale


Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 136 pag. 479 - 5252012
Maresca A.

La contrattazione collettiva aziendale dopo l’articolo 8 del decreto legge 13 agosto 2011, n. 138


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1 pag. 16 - 232012
Del Conte M.

La riforma della contrattazione decentrata: dissoluzione o evoluzione del diritto del lavoro?


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 24 - 302012
De Luca Tamajo R.

Crisi economica e relazioni industriali: alcune osservazioni sull’articolo 8 della legge n. 148/2011


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 11 - 152012
Barbieri M.

Il rapporto tra l’art. 8 e l’accordo interconfederale del 28 giugno 2011


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 3, pp. 461 - 4702012
Liso F.

Osservazioni sull’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 e sulla legge in materia di ‘contrattazione collettiva di prossimità’


WP CSDLE Massimo D’Antona.IT, n. 1572012
Scarpelli F.


Il rapporto tra la legge e la contrattazione collettiva di prossimità nell’art. 8 del d.l. n. 138/2011


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 3, pp. 493 - 5012012
Occhino A.

Il contratto collettivo dopo l’art. 8 d.l. 138/2011: nuove soluzioni al conflitto tra fonti, in Napoli M., Ferrante V., Corti M., Occhino A. Nuove tendenze nelle fonti del Diritto del lavoro. Dagli accordi del 2009 e 2011 al decreto legge 138, pp. 61 – 100


Vita e Pensiero, Milano2012
Faioli M.

Oltre la continuità. La contrattazione collettiva decentrata


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 481 - 5192012
Corti M.

La lunga estate calda del diritto del lavoro: dall’accordo interconfederale del 28 giugno 2011 all’art. 8, d.l. n. 138/2011, in Napoli M., Ferrante V., Corti M., Occhino A. Nuove tendenze nelle fonti del Diritto del lavoro. Dagli accordi del 2009 e 2011 al decreto legge 138, pp. 23 – 60


Vita e Pensiero, Milano2012
Carinci F. (a cura di)

La contrattazione in deroga. Accordo interconfederale del 28 giugno 2001 e art. 8 d.l. n. 138/2011


Ipsoa, Milano2012
Carabelli U.

I profili di incostituzionalità dell’art. 8 con riferimento all’efficacia erga omnes dei contratti collettivi da esso previsti


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 3, pp. 539 - 5602012
Magnani M.

L’articolo 8 della legge n. 148/2011: la complessità di una norma sovrabbondante


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 1 - 102012
Pessi R.


Ancora sull’articolo 8 della seconda manovra estiva. Quali spazi per la contrattazione di prossimità?


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 57 - 662012
Bavaro V.

Art. 8 della legge n. 148/2011 e questioni giurisprudenziali sull’aziendalizzazione


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 3, pp. 579 - 5892012
Alleva P. G.

Titolarità e usurpazione di poteri dispositivi e derogatori


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 3, pp. 481 - 4842012
Lassandari A.

Dopo l’accordo del 28 giugno 2011 (e l’articolo 8 della legge 148): incertezze, contraddizioni, fragilità


Lavoro e diritto, fasc. 1, pp. 55 - 792012
Ferraro G.

Il contratto collettivo dopo l’art. 8 del decreto n. 138/2011


WP CSDLE Massimo D’Antona.IT’, n. 1292011
Ferrante V.

L’accordo interconfederale del 28 giugno 2011


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 3, pp. 659 – 670.2011
Ferraro G.

L’efficacia soggettiva del contratto collettivo


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 4, pp. 739 - 7772011
Miscione M.


Le relazioni sindacali dopo gli Accordi di Pomigliano e Mirafiori


Il Lavoro nella giurisprudenza, fasc. 4, pp. 337 - 3492011
Miscione M.

Regole certe su rappresentanze sindacali e contrattazione collettiva con l’Accordo interconfederale 28 giugno 2011


Il Lavoro nella giurisprudenza, fasc. 7, pp. 653 - 6582011
Carinci F.

Al capezzale del sistema contrattuale: il giudice, il sindacato e il legislatore


WP CSDLE Massimo D’Antona.IT, n. 1332011
Filì V.

Contrattazione di prossimità e poteri di deroga nella manovra di Ferragosto (art. 8 D.L. n. 138/2011)


Il Lavoro nella giurisprudenza, fasc. 10, pp. 977 - 9852011
Liso F.

Un primo commento ai decreti ex articolo 28 st. lav. sull’applicazione del ccnl separato dei metalmeccanici del 2009


Rivista italiana di diritto del lavoro , fasc. 2, pp. 700 - 7082011
Carinci F. (a cura di)

La cronaca si fa storia: da Pomigliano a Mirafiori


Ipsoa, Milano2011
Perulli A, Speziale V.


L’art. 8 della legge 14 settembre 2011, n. 148 e la ‘rivoluzione di Agosto’ del diritto del lavoro


WP CSDLE Massimo D’Antona.IT, n. 1322011
Scarpelli F.


Rappresentatività e contrattazione tra l’accordo unitario di giugno e le possibili ingerenze del legislatore


WP CSDLE Massimo D’Antona.IT, n. 1272011
Tosi P.


L’accordo interconfederale 28 giugno 2011: verso una (nuova) autoricomposizione del sistema contrattuale


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 6, pp. 1212 - 1222.2011
Del Punta R.

Gli accordi ‘separati’ sono antisindacali? Il sistema sindacale ‘di fatto’ nell’era della disunità sindacale


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 690 - 6992011
Zoppoli L.


Pluralità di contratti collettivi nazionali, condotta antisindacale e trattamenti discriminatori


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 709 - 7162011
Mariucci L.

Back to the future: il caso Fiat tra anticipazione del futuro e ritorno al passato


Lavoro e diritto, fasc. 2, p.239 - 2672011
Liebman S.

Sistema sindacale ‘di fatto’, efficacia del contratto collettivo (aziendale) e principio di effettività


Argomenti di diritto del Lavoro, fasc. 6, pp. 1281 - 12952011
Gottardi D.

La Fiat, una multinazionale all’assalto delle regole del proprio Paese


Lavoro e diritto, pp. 381 -3902011
De Luca Tamajo R.

Riforme (im)possibili nel diritto sindacale


Diritti lavori mercati, fasc. 1, pp. 1 - 52011
Alleva P. G.

L’accordo interconfederale del 28 giugno 2011


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 3, pp. 627 - 637.2011
Massi E.

Detassazione dei premi di produttività e accordo sindacale


Diritto e pratica del lavoro, pp. 765 - 7682011
Lassandari A.

I giudici e il conflitto intersindacale tra libertà sindacale e diritto comune


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 3, p. 297 - 3132011
Battista L.

L’accordo interconfederale del 28 giugno 2011: spunti per una riflessione


Massimario di giurisprudenza del lavoro, fasc. 8-9, pp. 574-5792011
Lai M.

Contrattazione collettiva tra rappresentanza e flessibilità


Diritto e pratica del lavoro, fasc. 46, pp. 2740 - 27432011
Ales E.

Dal “caso Fiat” al “caso Italia”. Il diritto del lavoro “di prossimità”, le sue scaturigini e i suoi limiti costituzionali


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 4, pp. 1061 - 10912011
Aa.Vv.

28 giugno 2011: come cambiano le relazioni industriali italiane? Opinioni a confronto


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 642 - 6722011
Treu T.


L’accordo 28 aprile 2011 e oltre


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 613 - 6412011
Vallebona A.


L’efficacia derogatoria dei contratti aziendali o territoriali: si sgretola l’idolo dell’uniformità oppressiva


QFMB/Saggi2011
Treu T.


Gli accordi in deroga in Europa e la sfida ai sistemi contrattuali


Quaderni di rassegna sindacale - Lavori, fasc. 1, pp. 53 ss.2011
Dell’Aringa C.

Salari e orari di lavoro


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 371 - 3772011
Di Corrado G.

Detassazione degli straordinari e dei premi di produttività: l’impatto della legge finanziaria per l’anno 2011 e i primi problemi interpretativi ed applicativi


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 599 - 6052011
Faioli M.

Attualità e dibattito in tema di costo del lavoro, retribuzione e politiche dei redditi


Rivista di diritto della sicurezza sociale, fasc. 3, pp. 663 - 7072011
Corvino A.

L’accordo fra Confindustria, CGIL, CISL e UIL sull’applicazione della detassazione


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 2, pp. 539 - 5452011
Carinci F.

L’accordo interconfederale del 28 giugno 2011: armistizio o pace?


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 457 - 4802011
Persiani M.

Osservazioni estemporanee sull’accordo interconfederale del 2011


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 451 - 4562011
Treu T.


Le deroghe contrattuali nel modello tedesco


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 2, pp. 328 - 3322011
Santoro - Passarelli G.

Accordo interconfederale 28 giugno 2011 e art. 8 d.l. 138/2011 conv. con modifiche l. 148/2011: molte divergenze e poche convergenze


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 6, pp. 1224 - 12482011
Giasanti L.,

Rappresentanza e contrattazione collettiva nei luoghi di lavoro: gli effetti del conflitto intersindacale


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 77 - 1082010
Romeo C.


Il premio di produttività nel lavoro


Il Lavoro nella giurisprudenza, fasc. 6, pp. 537 - 5432010
Santoro Passarelli G.

Efficacia soggettiva del contratto collettivo: accordi separati, dissenso individuale e clausola di rinvio

L'A. mette in evidenza come l'unità di azione sindacale e il principio di effettività dell'attività sindacale abbiano favorito la generalizzazione in fatto della disciplina collettiva ma non abbiano risolto il problema del dissenso sindacale. L'A. esamina analiticamente l'ipotesi del contratto collettivo nazionale separato e, nel rapporto tra contratti collettivi di diverso livello, l'efficacia soggettiva del contratto aziendale separato


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 487 - 5222010
Zoppoli L.


Modelli partecipativi e tecniche di regolazione dei rapporti di lavoro. La partecipazione dei lavoratori: il caso italiano nel contesto europeo


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 19 - 362010
Bellardi L.

L’Accordo quadro e la sua applicazione nel settore privato: un modello contrattuale «comune»?, in Andreoni A. (a cura di), Nuove regole per la rappresentanza sindacale. Ricordando Massimo D’Antona, pp. 79 - 128


Roma, Ediesse2010
Carinci F.

Se quarant’anni vi sembran pochi: dallo Statuto dei lavoratori all’accordo di Pomigliano


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 581 - 6022010
Voza R.


Effettività e competenze della contrattazione decentrata nel lavoro privato alla luce degli accordi del 2009


Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 126, pp. 361 - 3772010
Bellardi L.

L’attuazione dell’accordo quadro: pluralità dei sistemi contrattuali ed eterogenesi dei fini. Alcune note di sintesi


Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 126, pp. 387 - 3992010
Ferraro G.

Retribuzione e assetto della contrattazione collettiva


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 693 - 7182010
Scarpelli F.


Una riflessione a più voci sul diritto sindacale ai tempi della contrattazione separata


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 3 - 182010
De Luca Tamajo R.

Accordo di Pomigliano e criticità del sistema di relazioni industriali italiane

Il saggio analizza l'Accordo di Pomigliano, alla luce delle criticità del sistema italiano di relazioni industriali, con particolare riferimento alle incertezze in tema di derogabilità del CCNL ad opera del contratto aziendale, all'efficacia soggettiva limitata dei contratti collettivi "separati" e alle difficoltà di garantire l'effettività degli impegni contrattualmente assunti

Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 797 - 8142010
Treu T.


Le forme retributive incentivanti


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 637 ss.2010
Maresca A.

Accordi collettivi separati: tra libertà contrattuale e democrazia sindacale

Il problema dell'efficacia soggettiva degli accordi separati viene posto in correlazione con le clausole individuali di rinvio dinamico alla contrattazione collettiva che consentono di affermare l'applicabilità di tali accordi, anche prescindendo dall'iscrizione del lavoratore alle organizzazioni sindacali stipulanti

Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 29 - 622010
Lassandari A.

Le nuove regole sulla contrattazione collettiva: problemi giuridici ed efficacia


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 45 - 76 2010
Carinci F.

Una dichiarazione d’intenti: l’Accordo quadro 22 gennaio 2009 sulla riforma degli assetti contrattuali


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 177 - 2002009
Pacchiana Parravicini G.

L’efficacia temporale del contratto collettivo


Giappichelli, Torino2009
Costabile L.

Glossario dell’economista per il giurista


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 2, pp. 175 - 2122009
D’Onghia M.

Un itinerario sulla qualità del lavoro


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 2, pp. 257 - 2982009
Lassandari A.

Contrattazione collettiva e produttività: cronaca di evocazione (ripetute) e incontri (mancanti)


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 2, pp. 299 - 3332009
Putaturo Donati F. M.


Misure sperimentali per l’incremento della produttività del lavoro


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 2, pp. 335 - 3512009
Santoro - Passarelli G.


Competitività e flessibilità del rapporto di lavoro


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 201 - 2192009
Esposito M., Gentile G.

Costo del lavoro, competitività delle imprese e nuova struttura della contrattazione collettiva


Diritti Lavori Mercati, fasc. 2, pp. 273 – 3032009
Bellardi L.

Concertazione e contrattazione dal Protocollo Giugni agli accordi separati del 2009


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 3, pp. 447-4812009
Napoli M.

La riforma degli assetti contrattuali nelle intese tra le parti sociali


Jus, fasc. 3, pp. 443 - 4562009
Ferraro G.

Gli sgravi contributivi sulla contrattazione di secondo livello, in Cinelli M., Ferraro G., Lavoro, competitività, welfare. Dal d.l. n. 112/2008 alla riforma del lavoro pubblico, tomo 2, pp. 439 ss.


Utet, Torino2009
Novella M.

L’inderogabilità nel diritto del lavoro. Norme imperative e autonomia individuale


Giuffrè, Milano2009
Zilio Grandi G.


Il trattamento economico tra corrispettività e produttività


Lavoro e previdenza oggi, fasc. 12, pp. 1757 - 17632008
Caragnano R.

Sgravi contributivi per la contrattazione di secondo livello, in M. Tiraboschi (a cura di), La riforma del lavoro pubblico e privato e il nuovo welfare, pp. 248 ss.


Giuffrè, Milano2008
Lunardon F.

Contrattazione collettiva di secondo livello: incentivazioni contributive e fiscali, in Carinci F., Miscione M. (a cura di), Il collegato lavoro 2008, pp. 351 – 364


Ipsoa, Milano2008
Cester C.

La norma inderogabile: fondamento e problema del diritto del lavoro


Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 119, pp. 341 - 4222008
Bellardi L.

Obiettivi, discipline e buone pratiche dei contratti di secondo livello: una breve rassegna


Diritti lavori mercati, fasc. 1, pp. 187-2042008
Canniotto A., Maccarone G.

Al via lo sgravio contributivo sui premi di risultato


Guida al lavoro, fasc. 34, pp. 88 ss.2008
Ichino P.

Inderogabilità ed effettività della norma nel mercato del lavoro bipolare


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 407 - 4202008
Ferraro G.

Sgravi per incentivare la produttività, in Cinelli M., Ferraro G., Lavoro, competitività, welfare. Commentario alla legge 24 dicembre 2007, n. 247 e riforme correlate, tomo 1, pp. 245 – 252


Utet, Torino2008
Tullini P.


Indisponibilità dei diritti dei lavoratori: dalla tecnica al principio e ritorno


Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 119, pp.423 - 4982008
Valente L.


Contratto aziendale, premio di produzione e limiti alla disponibilità collettiva dei diritti individuali


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 185 ss.2007
Pessi R.


Unità sindacale e autonomia collettiva


Giappichelli, Torino2007
Martone M.

Norme sulla competitività, Commento all’art. 1 commi 67-71 in diretto da Persiani M., Proia G., La nuova disciplina del welfare, Commentario alla Legge 24 dicembre 2007, n. 247, pp. 184 – 190


Padova, Cedam2007
Magnani M.

La rappresentanza degli attori sindacali serve una legge? Spunti di riflessione


WP CSDLE Massimo D’Antona.IT, n. 422006
Gragnoli E.

L’attività sindacale e la derogabilità assistita


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 83-1122005
Gragnoli E.

Le rappresentanze sindacali unitarie e i contratti aziendali


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 4, pp. 799 - 8212003
Romeo C.


L’inderogabilità nel diritto del lavoro tra crisi e nuove prospettive


Il Lavoro nella giurisprudenza, fasc. 10, pp. 921 - 9302002
Lassandari A.

Il contratto collettivo aziendale e decentrato


Giuffrè, Milano2001
Persiani M.

Contratti collettivi normativi e contratti collettivi gestionali


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 1 - 211999
Sbrocca A.


Contratto collettivo aziendale e contratto individuale plurisoggettivo


Massimario di giurisprudenza del lavoro, fasc. 4, pp. 360 ss. 1999
Lunardon F.

Efficacia soggettiva del contratto collettivo e democrazia sindacale


Giappichelli, Torino1999
Pessi R.


Contratto collettivo e fonti del diritto del lavoro


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 757 - 7651998
Tursi A.


Autonomia contrattuale e contratto collettivo nel tempo


Giappichelli, Torino1998
Morone A.

Contrattazione collettiva di secondo livello e retribuzione incentivante


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 291 ss. 1997
Pessi R.


Retribuzione variabile e fattispecie lavoro subordinato


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 6, pp. 49 ss.1997
Manganiello E.

Le rappresentanze sindacali unitarie nell’accordo di luglio 1993 e negli accordi istitutivi


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 195 ss. 1997
Vallebona A.


Autonomia collettiva e occupazione: l’efficacia soggettiva del contratto collettivo


Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 75, pp. 381 ss. 1997
Maresca A., De Luca Tamajo R.

Il dibattito continua: rappresentanza sindacale e contrattazione collettiva al livello aziendale


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 157 ss. 1997
Leccese V.

Gli assetti contrattuali derivanti dal Protocollo del Luglio del 1993 ed i rapporti tra contratti collettivi di diverso livello


Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 265 ss.1997
Tosi P.


L’esito referendario e i suoi effetti sulle relazioni industriali in azienda


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 43 - 461996
Tosi P.


L’efficacia del contratto collettivo prescinde dall’atto di autonomia individuale


Rivista italiana di diritto del lavoro, pp. 100 ss. 1996
Ichino P.

Le rappresentanze sindacali in azienda dopo il referendum. Problemi di applicazione della nuova norma e dibattito sulla riforma


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 113 - 154 1996
Pelaggi L.

Agenti sindacali, protocollo di luglio 1993 ed esiti referendari del giugno 1995 in tema di Rsa e contributi sindacali


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, p. 47 - 60.1996
Bellardi L.

Assetti contrattuali e RSU: il Protocollo del 23 luglio 1993 e la sua applicazione nel Ccnl dell’industria


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 4, pp. 323 - 346 1995
Ghezzi G.

Considerazioni sull’accordo tra Governo e parti sociali del 1993


Politica del diritto, fasc. 1, pp. 3 - 21 1994
Nogler L.

Interessi collettivi indivisibili ed efficacia erga omnes del contratto aziendale


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 61 - 66 1994
Alleva P. G.

L’accordo del 23 luglio 1993: una analisi critica


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale,fasc. 2, pp. 243 - 261 1993
Ricci M.


Il Protocollo del 23 luglio 1993 sul costo del lavoro: verso l’istituzionalizzazione delle relazioni industriali?


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 2, pp. 279 - 310 1993
Giungi G.

Un’intesa densa di novità


Lavoro informazione, fasc. 13, pp. 5 ss. 1993
Treu T.


L’accordo del 23 luglio 1993: assetto contrattuale e struttura della retribuzione


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 2, pp. 215 - 2421993
Caruso B.

L’efficacia del contratto aziendale ed il dissenso: la Cassazione 'naviga a vista'


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 82 – 931993
Grandi M., Rusciano M.

Accordo del 31/07/1992 e contratto aziendale


Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 57, pp. 213 ss.1993
Perulli A.


Una nuova frontiera dell’antisindacalità: il contratto aziendale erga omnes


Giustizia civile, fasc. 2, pp. 535 - 5441993
D’Antona M.

Il Protocollo sul costo del lavoro e l’autunno freddo dell’occupazione


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 411 - 4281993
Vallebona A.


Norme inderogabili e certezza del diritto: prospettive per la volontà assistita


Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 75, pp. 381 ss. 1992
Scarpelli F.


Ancora in tema di discriminazione nelle trattative: efficacia soggettiva degli accordi stipulati solo con alcune organizzazioni sindacali e procedimento ex art. 28 St. lav.


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 848 - 8531992
Perulli A.

I rinvii all’autonomia collettiva: mercato del lavoro e trasferimento d’azienda


Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 55, pp. 515 ss.1992
Giungi G.

Protocollo di luglio: premessa per la riforma delle relazioni industriali


Lavoro informazione, fasc. 15 - 16, pp. 5 ss. 1992
Mariani M.

Sulla successione nel tempo di diverse fonti collettive, anche di diverso livello


Rivista italiana di diritto del lavoro , fasc. 1, pp. 30 - 34 1992
Tursi A.


Accordo aziendale senza il sindacato maggioritario, abuso del diritto e condotta antisindacale


Giurisprudenza italiana, fasc. 10, pp. 528 - 5371992
Alaimo A.

Sistemi partecipativi e incentivanti di retribuzione: l’evoluzione storica in Italia


Diritto delle relazioni industriali, fasc. 1, pp. 13 - 281991
Massart L.

L’efficacia soggettiva del contratto collettivo aziendale


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc.3, pp. 518 - 5281991
Pileggi A.


Spunti critici in tema di rapporti fra contratti collettivi di diverso livello


Diritto del lavoro, fasc. 5, p. 358 - 3921989
Del Punta R.

Il contratto aziendale nella dottrina italiana


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 248 - 298 1989
Ballestrero M. V.

Riflessioni in tema di inderogabilità


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 357 - 4001989
Caruso B.

Rapporti tra contratti collettivi di diverso livello: una svolta tra continuità e rottura col passato


Il Foro italiano, fasc. 2, pp. 512 - 517 1987
Miscione M.

Il problema del contratto collettivo: il dissenso


Giurisprudenza italiana, fasc. 3, pp. 65 - 90 1987
De Luca Tamajo R.

L’evoluzione dei contenuti e delle tipologie della contrattazione collettiva


Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 16 - 571985
Sciarra S.


Contratto collettivo e contrattazione in azienda


Franco Angeli, Milano1985
Grandi M.

L’efficacia del contratto aziendale


Politica del diritto, fasc. 3, pp. 439 - 4471985
Pera G.

La contrattazione collettiva per i contratti di solidarietà


Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, pp. 639 ss.1984
Aa.Vv.

Rapporti fra contratti collettivi di diverso livello


Milano, Giuffrè1982
Santoro - Passarelli G.


Derogabilità del contratto collettivo e livelli di contrattazione


Giornale di diritto del lavoro e dei relazioni industriali, pp. 617 ss. 1980
Caruso B.

Accordi aziendali e lavoratori dissenzienti. Il sindacato tra crisi aziendali e crisi della rappresentanza


Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1 - 2, pp. 157 - 194 1980
Scognamiglio R.


Autonomia sindacale ed efficacia del contratto collettivo di lavoro


Rivista di diritto civile, fasc. 2 , pp. 140 - 166 1971
Giugni G.

L’evoluzione della contrattazione collettiva nelle industrie siderurgica e mineraia (1953- 1963)


Giuffrè, Milano1964

Prassi

EnteProvvedimentoAnno
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Risposta ad interpello 1 luglio 2013, n. 21

La riorganizzazione del lavoro attraverso l’applicazione delle misure di efficientazione aziendale può realizzarsi o attraverso l’introduzione di misure del tutto nuove ovvero attraverso una diversa modulazione della flessibilità prevista dal contratto nazionale. E’ possibile applicare il regime fiscale agevolativo anche sulla base di contratti aziendali e territoriali previgenti ed ancora in vigore a condizione che tutte o alcune delle misure contenute in tali contratti rispondano alle previsioni del d.p.c.m. 22 gennaio 2013. La modifica dell’orario di lavoro può essere identificata quale indicatore quantitativo del miglioramento della produttività

2013
Istituto Nazionale della Previdenza Sociale

Circolare 3 maggio 2013, n. 73

La circolare rende note le modalità operative per la richiesta degli sgravi disciplinati dalle l. 28 giugno 2012, n. 92/2012 e 24 dicembre 2007, n. 247 relativi alle erogazioni previste dai contratti collettivi di secondo livello corrisposte nel corso dell’anno 2012

2013
Agenzia delle Entrate

Circolare 30 aprile 2013, n. 11/E

La circolare fornisce indicazioni in merito all’imposta sostitutiva sulla retribuzione di produttività prevista dall’art. 1 comma 481, l. 24 dicembre 2012, n. 228 (c.d. legge di stabilità 2013) e dal d.p.c.m. 22 gennaio 2013

2013
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Circolare 3 aprile 2013, n. 15

La circolare fornisce indicazioni in merito alla proroga delle misure sperimentali per l’incremento della produttività disposta dalla l. 24 dicembre 2012, n. 228 (c.d. legge di stabilità 2013) nonché in merito alle modalità di attuazione delle agevolazioni prevista dal d.p.c.m. 22 gennaio 2013


2013