Bilateralità

Progetti


df77e5cf8cb6e5f51e4c065c5c62c5e6.jpg_srz_p_316_176_75_22_0.50_1.20_0.00_jpg_srzGli enti bilaterali in Italia e in alcuni paesi europei

Committente: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali italiano
Periodo:  2011 – 2014

Gli enti bilaterali sono organismi costituiti congiuntamente dalle organizzazioni dei lavoratori e dalle associazioni datoriali, con una gestione paritaria fra i rappresentanti dei lavoratori e dei datori di lavoro, e hanno come obiettivo la fornitura di servizi ai loro affiliati. Il progetto si prefigge la realizzazione di un’indagine sulle funzioni e caratteristiche degli organismi bilaterali in Italia, sia a livello nazionale che territoriale, nonché sul ruolo da essi svolto nella fornitura di servizi di welfare state e di politiche attive e passive del lavoro, con un focus su sostegno al reddito, formazione e apprendistato. L’indagine si basa principalmente sull’analisi dei contratti collettivi nazionali, degli statuti e regolamenti degli enti bilaterali, e su un numero consistente di interviste a rappresentanti nazionali delle parti sociali, e a direttori e presidenti di enti bilaterali sia nazionali che territoriali. Infine, lo studio prevede anche un approfondimento comparativo in quattro Paesi europei (Francia, Spagna, Svezia e Germania).

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Giurisprudenza

OrganoProvvedimentoAnno
Giurisprudenza amministrativa

TAR Lazio 7 luglio 2016, n. 9926
Il potere di vigilanza del Ministero del Lavoro sui fondi paritetici interprofessionali è limitato alla verifica del rispetto dei generali principi di buon andamento e imparzialità e non può imporre la costituzione di fondi di accantonamento per coprire perdite o debiti.

2016
Giurisprudenza amministrativa

Consiglio di Stato, sentenza 4 giugno 2015, n. 4304
Il Consiglio di Stato rigetta la sentenza del TAR Lazio 1 dicembre 2014, n. 13111. Poiché la contribuzione ai fondi paritetici interprofessionali è obbligatoria e tali contributi sono finalizzati a perseguire un interesse generale costituzionalmente tutelato, essi svolgono funzioni pubbliche d'interesse generale e sono sottoposti alla giurisdizione del giudice amministrativo.

2015
Giurisprudenza amministrativa

TAR Lazio 1 dicembre 2014, n. 13111

Il TAR non ha competenza sulle controversie tra imprese e fondi paritetici interprofessionali, in quanto questi ultimi hanno natura privatistica e non costituiscono organismi di diritto pubblico.

2014
Giurisprudenza di merito

Trib. Bergamo, 12 novembre 2014, n. 5785
Le sanzioni disposte dall'art. 18 CCNL Gomma e Plastica, consistenti in un importo pari a 25 euro lordi mensili, per inadempimento dell'obbligazione contributiva sono da considerarsi parte del salario minimo del lavoratore.

2014
Corte Costituzionale

C. Cost. 22 maggio 2013, n. 108

Non è fondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 19, comma 1, lettera c), del d.l. 29 novembre 2008, n. 185 (conv. l. 28 gennaio 2009, n. 2) nella parte in cui introduce, in via sperimentale e transitoria, un intervento integrativo di sostegno al reddito a carico dello Stato esclusivamente a fronte della previsione ad opera delle parti sociali, mediante l’intervento degli enti bilaterali, di una tutela a favore degli apprendisti sospesi o licenziati. L’intervento pubblico rappresenta, infatti, un incentivo per le parti sociali a sviluppare il sistema della bilateralità e non configura un incondizionato diritto soggettivo in capo ai lavoratori. Deve escludersi, pertanto, una irragionevole discriminazione a danno dei lavoratori appartenenti a settori produttivi nei quali non esista un ente bilaterale

2013
Giurisprudenza amministrativa

TAR Lazio 15 marzo 2013, n. 2703

Il Decreto del Ministero dell’Interno 1 dicembre 2010, n. 269 è illegittimo nella parte in cui prevede la certificazione ad opera dell’Ente Bilaterale dell’integrale rispetto degli obblighi derivanti dall’applicazione della contrattazione nazionale di categoria nonché della contrattazione di secondo livello non trovando gli accordi collettivi di lavoro applicazione erga omnes e non rinvenendosi alcuna disposizione legislativa e regolamentare in tal senso

2013
Giurisprudenza di merito

Trib. Milano 29 gennaio 2013, n. 1287

L'obbligo di contribuzione agli enti bilaterali imposto dalla contrattazione collettiva costituisce di per sé valida causa giustificatrice del versamento. L'errore nell'individuazione dell'Ente bilaterale beneficiario commesso in sede di adempimento non assume rilevanza nella prospettiva di negare l'esistenza della causa del pagamento. Non sussiste, pertanto, un indebito oggettivo ripetibile da parte del soggetto adempiente

2013
Giurisprudenza di merito

Trib. Torino, 15 gennaio 2013, n. 31
Il lavoratore ha diritto in ogni caso alle prestazioni sanitarie integrative a cui avrebbe avuto accesso qualora il datore di lavoro avesse adempiuto correttamente l'obbligazione contributiva al Fondo sanitario integrativo di cui al CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi - Confcommercio/FIlcams CGIL, Fisascat CISL e UILTUCS - Fondo EST.

2013
Giurisprudenza di merito

Trib. Roma 24 dicembre 2012



2012
Giurisprudenza amministrativa

Consiglio di Stato, parere 14 dicembre 2011, n. 1095

Il quadro ordinamentale in cui operano i fondi paritetici per la formazione continua di cui all’art. 118, l. n. 388/00 ed all’art. 12 d.lgs. n. 276/03 permette di considerare di natura privata l’origine, la destinazione e le modalità di gestione della contribuzione versata dalle aziende aderenti a detti fondi paritetici. Pertanto non è possibile inferire dal meccanismo di prelievo e della finalità di generica rilevanza pubblica di tale contribuzione la loro natura di contributi a carico delle finanze pubbliche.

2011
Corte Costituzionale

C. Cost. 14 maggio 2010, n. 176

È costituzionalmente illegittimo l’art. 23 comma 2, d.l. 25 giugno 2008, n. 112 (conv. l. 6 agosto 2008 n. 133) nella parte in cui, modificando l’art. 49 d.lgs. n. 276 del 2003, stabilisce che, in caso di formazione esclusivamente aziendale, la regolamentazione dei profili formativi dell’apprendistato professionalizzante non è definita dalle regioni d’intesa con le associazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, ma dai contratti collettivi di lavoro; infatti nell’ipotesi di apprendistato, con formazione esclusivamente aziendale, deve comunque essere riconosciuto alle regioni un ruolo di stimolo e di controllo dell’attività formativa

2010
Giurisprudenza amministrativa

Consiglio di Giustizia Amministrativa della Regione Siciliana 28 aprile 2010, n. 635

Il DURC utile ai fini dell’ammissione alle gare d’appalto deve essere tale da fotografare la situazione globale dell’impresa, indipendentemente dal luogo o dai luoghi dove essa abbia attivato i propri singoli cantieri. Esso deve dunque esser rilasciato da una Cassa edile in grado di attestare la situazione contributiva globale dell’impresa, indipendentemente dalla sua ubicazione territoriale

2010
Giurisprudenza di merito

App. Firenze 19 dicembre 2006

L'art. 7 l. 19 gennaio 1955, n. 25 conferisce piena delega alle parti collettive in ordine alla determinazione della durata massima dell'apprendistato, sicché deve considerarsi legittima la clausola contrattuale che prevede la possibilità di applicare in via eccezionale la durata triennale (anziché quella biennale prevista dal c.c.n.l. stesso per la generalità dei rapporti di apprendistato) solo previo parere di un'apposita commissione costituita presso l'Ente Bilaterale. Conseguentemente non è consentito fare applicazione di detta maggiore durata al datore di lavoro che non essendo iscritto al predetto Ente Bilaterale non abbia potuto ottenere la relativa autorizzazione (fattispecie relativa al c.c.n.l. commercio del 20 settembre 1999)

2006
Giurisprudenza amministrativa

Consiglio di Stato, 1 marzo 2006, n. 928

Deve essere disapplicata la legge che sanziona con l'annullamento dell'aggiudicazione l'impresa avente sede in un altro Stato dell'Unione che non ha iscritto alla cassa edile i lavoratori impiegati nell'esecuzione dell'appalto poiché si pone in contrasto con il principio della libertà di prestazione dei servizi di cui all'art. 49 del TFUE.

2006
Giurisprudenza amministrativa

Tar Bolzano, 19 aprile 2005, n. 140

Eventuali restrizioni al fondamentale principio di libera circolazione dei servizi all’interno della comunità - previsto dagli artt. 49 ss. del trattato (ex artt. 59 ss.) - possono essere giustificate soltanto se rispondono a ragioni imperative di interesse generale, e nella misura in cui siano idonee a raggiungere lo scopo; pertanto, la pretesa di subordinare l’aggiudicazione di una gara per l’esecuzione di lavori edili a favore di impresa avente sede in altro stato membro alla condizione che i lavoratori di suddetta impresa (destinati ad essere distaccati in Italia) vengano iscritti alla cassa edile è illegittima, contrastando con il diritto comunitario, qualora l’ordinamento di appartenenza già preveda condizioni di tutela sostanzialmente omogenee con quelle assicurate ai lavoratori dello stato membro ospitante, con conseguente obbligo a carico del giudice nazionale di disapplicare la normativa interna difforme (quale è quella di cui al d.lgs. n. 72 del 2000 in tema di distacco dei lavoratori nell’ambito di una prestazione di servizi - di recepimento della direttiva Ce n. 96/71)

2005
Corte di Cassazione

Cass. Sez. Un. 27 ottobre 2004, n. 1327

Il mancato versamento alla Cassa edile delle somme trattenute dal datore di lavoro sulla retribuzione del dipendente per ferie, gratifiche natalizie e festività non integra il reato di appropriazione indebita, ma solo l'illecito amministrativo previsto dall'art. 13 d.lgs. 19 dicembre 1994, n. 758

2004
Giurisprudenza di merito

App. Firenze 5 maggio 2003, n. 764



2003
Giurisprudenza di merito

Trib. Firenze 25 novembre 2002

La clausola contrattuale che, nel prevedere l'istituzione di un ente bilaterale, ponga l'onere del relativo finanziamento a carico in parte del datore di lavoro e in parte del lavoratore, è dotata di efficacia normativa e si iscrive nella c.d. parte economica del contratto, allorché risulti che le parti collettive abbiano previsto le suddette quote quali elementi indiretti della retribuzione, concorrendo le medesime a determinare il trattamento economico complessivamente spettante al lavoratore. Sussistendo una simile previsione, il previsto meccanismo di finanziamento dell'ente bilaterale non vincola le sole parti stipulanti il c.c.n.l., ma anche le parti del rapporto individuale di lavoro e i lavoratori non possono sottrarsi al prelievo della quota a loro carico, né pretendere la ripetizione di quanto già versato

2002
Corte di Cassazione

Cass. 10 maggio 2001, n. 6530

La clausola che prevede l'adesione agli enti bilaterali non rientra tra quelle che regolano i trattamenti retributivi (parte economica) e nemmeno tra quelli che regolano i rapporti individuali (parte normativa) ma va ricondotta alle clausole obbligatorie che vincolano esclusivamente le parti sociali contraenti.



2001
Giurisprudenza di merito

Trib. Modena, 22 settembre 2000

Gli accantonamenti ed i contributi alle casse edili non hanno natura retributiva, ma fanno parte di un rapporto previdenziale facoltativo, instaurato tra le parti volontariamente e non dovuto per legge. Il relativo credito non può, pertanto, essere ricompreso nell'ambito del privilegio accordato dall'art. 2751 bis n. 1 cod. civ., che riguarda esclusivamente somme aventi natura di retribuzione

2000
Corte di Cassazione

Cass. 6 luglio 2000, n. 9043

Le organizzazioni sindacali dei lavoratori e quelle dei datori di lavoro sono tradizionalmente inquadrate tra le associazioni non riconosciute, in considerazione della loro natura di gruppi - di lavoratori o datori di lavoro - organizzati in modo stabile e provvisti di strumenti finanziari e organizzativi adeguati per lo svolgimento di una attività comune di autotutela. In assenza di una legislazione di attuazione dell'art. 39 parte II Cost. per la relativa disciplina occorre far riferimento alla normativa dettata dagli art. 36, 37 e 38 cod. civ. Ne consegue che le suddette associazioni, in base all'art. 36, comma 2, cod. civ., possono stare in giudizio nelle persone alle quali dal rispettivo statuto è attribuita, secondo l'usuale terminologia, la presidenza o la direzione, salvi restando i principi più volte affermati da questa Corte in materia di elementi rilevanti ai fini dell'esistenza di una associazione non riconosciuta con riguardo agli organismi interni (sezioni, rappresentanze sindacali aziendali etc.) delle associazioni stesse ai quali, com'è noto, può essere riconosciuta la possibilità di stare in giudizio autonomamente, sempre per mezzo delle persone indicate nell'art. 36 cit. (Nel caso di specie la S.C. ha confermato la sentenza impugnata che aveva ritenuto sussistente la legittimazione passiva della sezione di Altamura della CNA - Confederazione Nazionale Artigianato, in un giudizio promosso per il riconoscimento della sussistenza di un rapporto di lavoro subordinato da parte di un aderente che aveva svolto per alcuni anni attività di contabilità in favore della sezione stessa, sul rilievo dell'indubitabilità della presenza di un ente organizzato esistente e operante di fatto e costituente, quindi, un centro autonomo di interessi)

2000
Giurisprudenza di merito

Trib. Forlì 17 novembre 1999

In caso di mancato accordo tra le parti sociali per l'adeguamento della gestione delle casse edili, si intendono reciprocamente riconosciuti tutti i versamenti e gli accantonamenti effettuati e le prestazioni che i lavoratori hanno maturato presso le diverse casse, anche di origine contrattuale diversa, cui sono stati iscritti. Ne consegue che l'ultima cassa edile presso la quale il lavoratore è stato iscritto è tenuta ad erogare l'intera prestazione dovuta, previo trasferimento delle quote accantonate presso gli altri enti, che hanno legittimazione passiva in quanto chiamate in garanzia dalla prima, ma il lavoratore non è facoltizzato a chiedere direttamente il pagamento delle quote accantonate alle casse precedenti a quella di ultima iscrizione e non incorre in alcuna decadenza nei loro confronti

1999
Giurisprudenza di merito

Pret. Verona 10 settembre 1997

L'impresa che rientri nella sfera di applicazione dei contratti collettivi dell'artigianato che intenda godere dei benefici contributivi relativi al Mezzogiorno ed alla fiscalizzazione degli oneri sociali è tenuta ad applicare esclusivamente la parte economica e normativa dei contratti collettivi e non quella obbligatoria con la conseguenza che non è tenuta ad iscriversi ad enti o a fondi bilaterali ed a versare i relativi contributi.

1997
Corte Costituzionale

C. Cost. 16 luglio 1987, n. 270



1987
Corte di Cassazione

Cass. 6 marzo 1986, n. 1502

La cassa edile di mutualità ed assistenza - prevista dalla contrattazione collettiva per i dipendenti di imprese edili - costituisce un ente di fatto, dotato di autonomia ed idoneo ad essere titolare di rapporti giuridici propri, distinto dai soggetti che ad essa hanno dato vita e da coloro (datori di lavoro e lavoratori) ai quali sono destinati i servizi e le prestazioni che ne costituiscono gli scopi; pertanto essa ha la capacità processuale di stare in giudizio in persona dell'organo (presidente) che ne ha per statuto la rappresentanza

1986
Corte Costituzionale

C. Cost. 2 aprile 1964, n. 31



1964
Corte Costituzionale

C. Cost. 13 luglio 1963, n. 129



1963

Dottrina

AutoreTitoloRivista / EditoreAnno
Faioli M.

Pubblici poteri e responsabilità nel sistema dei fondi paritetici per la formazione continua


Rivista di diritto della sicurezza sociale, fasc. 3, pp. 493-5112016
Mento S.

I Fondi paritetici interprofessionali: natura giuridica e regime degli atti


Giornale di diritto amministrativo, fasc. 4, pp. 547-5532016
Sandulli P.

Il ruolo degli enti bilaterali nel sostegno al reddito degli apprendisti



Diritti lavori mercati, fasc. 2, pp. 387 ss.2013
Prospero L.

'Esodati' bancari, fondi di solidarietà e riforma Fornero

Il saggio commenta l’ordinanza del Tribunale di Roma del 24 dicembre 2012 e prende in considerazione le difficoltà applicative della riforma delle pensioni introdotta dalla riforma Fornero con riferimento a quei lavoratori che hanno risolto consensualmente il loro rapporto di lavoro con l’aspettativa di maturare i requisiti per beneficiare della pensione ad una certa data e che invece sono stati travolte dalla riforma delle pensioni che ha posticipato la maturazione dei loro diritti

Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 2, pp. 274 ss.2013
Faioli M.

I fondi paritetici per la formazione continua. Bilateralità ‘di scopo’, contribuzione, natura privatistica.


Massimario di giurisprudenza del lavoro, fasc. 5, pp. 397 – 4032012
Zoppoli L.

Flex/insecurity (l. 28 giugno 2012, n. 92) prima, durante e dopo



Editoriale Scientifica, Napoli2012
Lai M.

La certificazione nel c.d. collegato lavoro ed il ruolo della bilateralità



Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 1, pp. 17 ss.2012
Carinci F.

E tu lavorerai come apprendista (L’apprendistato da contratto “speciale” a contratto “quasi-unico”)

L’articolo esamina l’evoluzione del contratto di apprendistato in Italia dagli anni ’50 ad oggi analizzando la nozione di apprendistato, la disciplina ed il ruolo dello Stato, delle Regioni e delle parti sociali. Il saggio prende, inoltre, in considerazione ulteriori prospettive di riforma anche in relazione ad altri tipi di contratto utilizzati per entrare nel mercato del lavoro.


Quaderni di Argomenti di diritto del lavoro, n. 112012
Renga S.

La 'riforma' degli amministratori sociali

Il saggio analizza la riforma del sistema degli ammortizzatori sociali mettendo in luce come la stessa configuri in realtà esclusivamente una razionalizzazione, nemmeno troppo sistematica, delle prestazioni già esistenti volta, principalmente, a ridare credibilità politica al Paese

Lavoro e diritto, fasc. 3-4, pp. 621 ss.2012
Cinelli M.

Gli ammortizzatori sociali nel disegno di riforma del mercato del lavoro. A proposito degli artt. 2 – 4, della legge n. 92/2012



Rivista di diritto della sicurezza sociale, fasc. 2, pp. 227 ss.2012
Rossi P. E.

La riforma degli ammortizzatori sociali attraverso l’istituzione dell’assicurazione sociale per l’impiego (ASPI)

Il saggio ricorda il tempo trascorso tra il primo provvedimento legislativo del maggio 1999 che prevedeva, con delega al Governo, la riforma degli ammortizzatori sociali, e l'attuale riforma del mercato del lavoro, attuata con legge 28 giugno 2012, n. 92. Avverte la positività di una tale riforma, attesa, per l'appunto, da più di 13 anni, e che ha intanto comportato per i fondi e per le gestioni riguardanti le prestazioni temporanee dell'INPS [Istituto Nazionale per la previdenza Sociale] un irragionevole peso finanziario per l'Erario. Gli ammortizzatori sociali hanno così avuto, ora, un'organica disciplina di diritto della previdenza sociale con l'istituzione dell'Assicurazione sociale per l'impiego (ASpI) e con una regolazione transitoria declinata anche in funzione dell'età del lavoratore interessato nonché col mantenimento, fino al 2016 del ricorso agli ammortizzatori in deroga. La tutela economica previdenziale contro la disoccupazione involontaria ha assunto anche un’iniziale forma più universalizzata attraverso la previsione, in favore di una categoria di lavoratori autonomi, di trattamenti brevi denominati mini-ASpI. L’A., comunque, dà un attestato di ottimismo sul futuro politico, economico e sociale dell'Italia

Rivista degli infortuni e delle malattie professionali, fasc. 2, pp. 365 ss.2012
Leonardi S.

I fondi di solidarietà bilaterali, in Allamprese A., Corraini I., Fassina L. (a cura di), Rapporti di lavoro e ammortizzatori sociali dopo la legge n. 92/2012, pp. 236 ss.



Ediesse, Roma2012
Squeglia M.

Previdenza contrattuale e fondi di solidarietà bilaterali

Il saggio analizza la previdenza c.d. contrattuale ossia quel complesso di norme rientranti nel diritto delle relazioni industriali volte al sostegno dei lavoratori in caso di sospensione, riduzione o perdita dell'attività lavorativa e le sue prospettive evolutive

Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 628 ss.2012
Garofalo D.

Gli ammortizzatori sociali per la riforma Fornero

La riforma Fornero del mercato del lavoro sostituisce la quasi totalità dei trattamenti di disoccupazione puntando ad una riduzione della spesa pubblica. Ne è conseguito un drastico abbassamento del livello di tutela ed, al contempo, un deciso incremento dei costi per le imprese

Il Lavoro nella giurisprudenza, fasc. 10, pp. 1003 ss2012
Sigillò Massara G.

Le tutele previdenziali in costanza di rapporto di lavoro, in Vallebona A., La riforma del lavoro 2012, pp. 90 ss.


Giappichelli, Torino2012
Tursi A.

I fondi di solidarietà bilaterali, in Cinelli M., Ferraro G., Mazzotta O., Il nuovo mercato del lavoro, pp. 475 ss



Giappichelli, Torino2012
Sigillò Massara G.

La tutela del reddito nel d.d.l. di riforma del mercato del lavoro. Uno sguardo d’insieme



Massimario di giurisprudenza del lavoro, pp. 587 ss.2012
Gragnoli E.

Gli strumenti di tutela del reddito di fronte alla crisi finanziaria

Lo scritto analizza gli istituti di tutela del reddito ed, in particolare, il c.d. reddito di cittadinanza, il ruolo attribuito agli enti bilaterali, il nesso tra politiche attive e passive del lavoro, il ruolo svolto dalle regioni nonché i trattamenti in deroga nei quali individua un’evidente disarticolazione del sistema protettivo

Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 136, pp. 573 ss2012
Squeglia M.

Contribuzione dei fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua e ricorso all’articolo 6, comma 2, decreto legge n. 78/2010

Il saggio analizza la cornice normativa dei fondi interprofessionali per la formazione continua, individua le similitudini tra fondi interprofessionali, enti bilaterali e fondi di previdenza complementare sul piano dell'organizzazione e della gestione ed illustra la natura previdenziale dei contributi versati a favore dei fondi interprofessionali. Il saggio inoltre commenta il parere del Consiglio di Stato n. 386 del 26 gennaio 2012 che esclude la applicabilità ai fondi paritetici interprofessionali del comma 2 dell'art. 6 d.l. n. 78/2010, ai sensi del quale la partecipazione agli organi collegiali degli enti che ricevono contributi a carico delle finanze pubbliche, nonché la titolarità di organi dei predetti enti è onorifica e può dar luogo esclusivamente al rimborso delle spese sostenute

Diritto delle relazioni industriali, fasc. 2, pp. 544 ss.2012
Liso F.

Legge, autonomia collettiva e bilateralità: un caso problematico. ‘Eccesso di potere’ del
contratto collettivo?

Il saggio analizza la legge n. 30/2003, l’impatto sulle imprese, i benefici e il rispetto degli accordi collettivi, nonché la bilateralità della contrattazione collettiva, i contrasti e gli interrogativi

Rivista di diritto della sicurezza sociale, fasc. 1, pp. 55-622012
Petrucci F.

Perplessità fiscali per le contribuzioni “assistenziali” versate ad enti bilaterali

Recentemente si è assistito ad un accentuata spinta all'ampliamento delle funzioni assegnate agli enti bilaterali che hanno per oggetto lo svolgimento di attività di tipo assistenziale, dei quali è stato posto da più parti in risalto l'aspetto positivo della partecipazione delle controparti del rapporto di lavoro (datore di lavoro e lavoratori) nella relativa gestione. Ci si chiede però se, sotto il profilo fiscale, le contribuzioni a casse fiscali che debbono essere versate ai richiamati enti non vengano a provocare problemi fiscali in quanto si potrebbe dubitare della loro riconducibilità tra i contributi previdenziali e sanitari. Si tratta di una perplessità che potrebbe portare ad una doppia imposizione almeno di fatto, cui solo un intervento normativo ormai, in qualunque caso, improcrastinabile, potrebbe dare idonea soluzione

Corriere tributario, fasc. 6, pp. 462 ss.2011
Bellardi L., De Santis G.

La bilateralità fra tradizione e rinnovamento



Franco Angeli, Milano2011
Sandulli P., Pandolfo A., Faioli M. (a cura di)

Bilateralità, lavoro e turismo



Giappichelli, Torino2011
Surdi L.

Apprendistato, ammortizzatori in deroga e bilateralità



Diritto e lavoro nelle Marche, fasc. 3 – 4, pp. 287 ss.2010
Serrani L.

La legittimazione al rilascio del DURC nel settore dell’edilizia



Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 817 ss. 2010
Tiraboschi M.

La contribuzione alla bilateralità: il modello del settore artigiano



Guida al lavoro, n. 37, pp. 50 ss.2010
Santoni F.

Ammortizzatori sociali in deroga e canale bilaterale



Il diritto del mercato del lavoro, fasc. 1 – 2, pp. 5 ss.2010
Faioli M. (a cura di)

Indagine sulla bilateralità nel terziario



Giappichelli, Torino2010
Bavaro V.

Accordi separati ed enti bilaterali



Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 109 ss. 2010
Mocella M.

Gli ammortizzatori sociali per le imprese artigiane dopo la legge 28/1/09, n. 2



Il diritto del mercato del lavoro, fasc. 1 – 2, pp. 87 ss.2010
Léonard E., Perin E.

Formazione permanente e partnership sociale: un approccio comparato in dodici paesi europei



Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 715 ss.2009
Greco M. G.

Gli enti bilaterali dopo la riforma del mercato del lavoro



Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 1, pp. 71 ss. 2009
Varesi P.

Il monitoraggio dell’apprendistato: risultati e problemi aperti



Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 4, pp. 949 ss.2009
Ciucciovino S.

L’apprendistato professionalizzante ancora alla ricerca di una disciplina definitiva



Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 379 ss.2009
Sigillò Massara G.

Fondi di solidarietà e sistema previdenziale


Informazione previdenziale, fasc. 1, pp. 1 ss.2008
Liso F.

Brevi note sull’art.19 del recente decreto legge 185 intervenuto sulla materia degli ammortizzatori sociali



Adapt Working Papers, n. 682008
Passalacqua P.

Enti bilaterali (voce), Digesto delle discipline privatistiche – sezione commerciale, agg. IV



Utet, Torino2008
Napoli M.

Diritto del lavoro e riformismo sociale



Lavoro e diritto, fasc. 2, pp. 337 ss. 2008
Miscione M.

Gli ammortizzatori sociali per l’occupabilità



Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 116, 695 ss.2007
Vallebona A.

Enti bilaterali e libertà sindacale negativa



Massimario di giurisprudenza del lavoro, fasc. 7, pp. 526 ss.2007
Bavaro V.

Note su enti bilaterali e libertà contrattuale



Il Lavoro nella giurisprudenza, fasc. 12, pp. 1169 ss.2007
Proia G.

I Fondi interprofessionali per la formazione continua: natura, problemi, prospettive



Argomenti di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 470 ss. 2006
Vallebona A.

Gli enti bilaterali: un seme di speranza da salvaguardare



Diritto delle relazioni industriali, fasc. 4, 1043 ss.2006
Martinengo G.

Gli enti bilaterali dopo il d.lgs. 276/2003



Lavoro e diritto, fasc. 2 – 3, pp. 245 ss.2006
Spolverato G.

Enti bilaterali e Casse di assistenza integrativa



Diritto e pratica del lavoro, fasc. 10, inserto2006
Tampieri A.

Accordo nel settore artigiano per assetti contrattuali ed enti bilaterali



Guida al lavoro, fasc. 9, pp. 96 ss.2006
Reginelli A.

Gli enti bilaterali nella riforma del mercato del lavoro: un primo bilancio



Diritto delle relazioni industriali, fasc. 4, pp. 1002 ss.2006
Lai M.

Appunti sulla bilateralità



Diritto delle relazioni industriali, fasc. 4, pp. 1020 ss.2006
Ghera E.

La certificazione dei contratti di lavoro, in Ghera A., Il nuovo diritto del lavoro



Giappichelli, Torino2006
Rondo A.

Gli obblighi di iscrizione alla Cassa edile a carico di impresa avente sede in altro Stato membro



Massimario di giurisprudenza del lavoro, fasc. 8 - 9, pp. 666 ss.2005
D’Aloia G.

Sindacato ed enti bilaterali. Spunti da una ricerca



Quaderni di rassegna sindacale - Lavori, fasc. 4, pp. 165 ss.2005
Ernandes F.

Imprese artigiane, commerciali e del turismo: sgravi e iscrizione agli enti bilaterali



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Il fondo per la formazione ed il sostegno al reddito dei lavoratori impiegati nella somministrazione di manodopera



Previdenza e assistenza pubblica e privata, fasc. 1, pp. 273 ss.2005
Pennesi P.

Le sezioni Unite si pronunciano sul reato di appropriazione indebita per omesso versamento alle casse edili



Diritto delle relazioni industriali, fasc. 3, pp. 816 ss.2005
Parisi M.

La legittimità degli enti bilaterali atipici



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Il bilateralismo tra autonomia individuale e autonomia collettiva alla luce delle più recenti riforme, in Aa. Vv., Autonomia individuale e autonomia collettiva alla luce delle più recenti riforme



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La certificazione, in Magnani, M., Varesi, P. (a cura di), Organizzazione del mercato del lavoro e tipologie contrattuali. Commentario ai Decreti legislativi n. 276/2003 e n. 251/2004, pp. 632 ss.



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Vallebona A., De Fusco E.

Apprendistato professionalizzante e parere di conformità degli enti bilaterali



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Bilateralità e servizi: quale ruolo per il sindacato?



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Riflessioni sul ruolo degli enti bilaterali nel decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276



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Benefici contributivi e condizioni: la contribuzione agli enti bilaterali artigiani. La l. n. 30/2003 azzera gli effetti di Cass. n. 6530/2001



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Il ruolo degli organismi bilaterali nel decreto attuativo della legge 14 febbraio 2003, n. 30: problemi e prospettive, in Tiraboschi M. (a cura di), La riforma Biagi del mercato del lavoro. Prime interpretazioni e proposte di lettura del D.lgs. 10 settembre 2003, n. 276. Il diritto transitorio e i tempi della riforma



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Le attività ed il finanziamento, in Greco P., Ioele L., Stecca G., Le casse edili. Origini, Attività, Organizzazione, pp. 53 ss.



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Il sostegno alla contrattazione collettiva e alla bilateralità nella riforma Biagi: alcune osservazioni critiche sull’art. 10 della legge 14 febbraio 2003, n. 30, in M. Tiraboschi (a cura di), La riforma Biagi del mercato del lavoro. Prime interpretazioni e proposte di lettura del D.lgs. 10 settembre 2003, n. 276. Il diritto transitorio e i tempi della riforma



Giuffrè, Milano2004
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Le commissioni di certificazione e le rinunce e transazioni, in Speziale V., Lunardon F., Bellocchi P. (a cura di), Tipologie contrattuali a progetto e occasionali. Certificazione dei rapporti di lavoro, in Carinci F. (coordinato da), Commentario al d.lgs. 10 settembre 2003, n. 276, vol. IV, pp. 234 ss.



Ipsoa, Milano2004
Varesi P.

Azione sindacale e tutela nel mercato del lavoro: il bilateralismo alla prova



Diritto delle relazioni industriali, fasc. 2, 231 ss.2004
Nota redazionale

Crediti per contributi previdenziali dovuti ad enti bilaterali o fondi privati



Il Foro Toscano, fasc. 1, pp. 102 ss.2004
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Enti bilaterali e problemi di rappresentanza sindacale nella legge delega n. 30/2003 e nel d.lgs. n. 276/2003, in Perulli A. (a cura di), Impiego flessibile e mercato del lavoro, pp. 305 ss.



Giappichelli, Torino2004
Leonardi S.

Gli enti bilaterali tra autonomia e sostegno normativo



Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali, fasc. 103, pp. 443 ss.2004
Tiraboschi M.

Ccnl Commercio: apprendistato e iscrizione all’ente bilaterale



Guida al lavoro, fasc. 40, pp. 65 ss.2004
Ghera E.

La certificazione dei contratti di lavoro, in De Luca Tamajo R., Rusciano M., Zoppoli L. (a cura di), Mercato del lavoro. Riforma e vincoli di sistema, pp. 282 ss.



Esi, Napoli2004
Mariucci L.

Interrogativi sugli enti bilaterali



Lavoro e diritto, fasc. 2, pp. 163 ss.2003
Proia G.

Enti bilaterali e riforma del mercato del lavoro



Il diritto del lavoro, fasc. 6, pp. 647 ss.2003
Zilio Grandi G.

Enti bilaterali e problemi di rappresentanza sindacale nella legge delega n. 30/2003



Lavoro e diritto, fasc. 2, pp. 185 ss.2003
Carinci F.

Il casus belli degli enti bilaterali



Lavoro e diritto, fasc. 2, pp. 199 ss.2003
Romagnoli U.

Enti bilaterali: possibili risposte



Lavoro e diritto, fasc. 2, pp. 261 ss. 2003
Cester C.

Il futuro degli enti bilaterali: collaborazione e antagonismo alla prova della riforma del mercato del lavoro



Lavoro e diritto, fasc. 2, pp. 211 ss.2003
Del Punta R.

Enti Bilaterali e modelli di regolazione sindacale



Lavoro e diritto, fasc. 2, pp. 219 ss.2003
Pasquini F., Serra C.

Il ruolo degli enti bilaterali dopo la riforma, in Tiraboschi M. (a cura di), La riforma Biagi - Commentario allo schema di decreto attuativo della legge delega sul mercato del lavoro



Guida al lavoro, Supplemento, n. 42003
Giometti L.

Enti bilaterali e oneri di contribuzione fra parte obbligatoria e normativa del contratto collettivo



Rivista critica di diritto del lavoro, fasc. 2, pp. 365 ss.2003
Sandulli P.

Tutela previdenziale e assistenziale dei lavoratori atipici nell’ordinamento giuridico italiano



Lavoro e diritto, fasc. 3 pp. 409 ss.2003
Torelli F.

La promozione degli enti bilaterali sul mercato del lavoro: una iniziativa dal successo assicurato?



Lavoro e diritto, fasc. 2, pp. 243 ss.2003
Nogler L.

Il nuovo istituto della “certificazione” dei contratti di lavoro



Massimario di giurisprudenza del lavoro, fasc. 3, pp. 110 ss.2003
Napoli M.

Gli enti bilaterali nella prospettiva di riforma del mercato del lavoro



Jus, fasc. 2, pp. 235 ss.2003
Scarponi S.

Gli Enti bilaterali nel disegno di riforma e nuove questioni circa la funzione dei «sindacati comparativamente più rappresentativi»



Lavoro e diritto, fasc. 2, pp. 223 ss.2003
Ludovico G.

L’estensione indiretta del contratto collettivo per le imprese artigiane, commerciali e del turismo, in Carinci M.T. (a cura di), La legge delega in materia di occupazione e mercato del lavoro



Ipsoa, Milano2003
Mariucci L.

La certificazione e gli enti bilaterali, in Aa.Vv., “La riforma del mercato del lavoro proposta dal Governo”



Commentario del Comitato Giuridico del Dipartimento Lavoro dei DS, n. 152003
Martinengo G.

Enti bilaterali: appunti per la discussione



Lavoro e diritto, fasc. 2, pp. 175 ss.2003
Meghnagi S., Coronas G.

Politiche del lavoro e ammortizzatori sociali. Il ruolo della formazione continua e delle analisi dei fabbisogni



Assistenza Sociale, fasc. 1-2, pp. 233 ss.2003
Speziale V.

La certificazione dei rapporti di lavoro nella legge delega sul mercato del lavoro



Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 2, pp. 271 ss.2003
Leonardi S.

Relazioni industriali e bilateralità: quale ruolo per il sindacato?



Quaderni di Rassegna Sindacale – Lavori, fasc. 3, pp. 197 ss.2002
Picchiami F.

Enti bilaterali artigiani e benefici contributivi



Giurisprudenza italiana, fasc. 3 pp. 490 ss.2002
Salomone R.

Enti bilaterali e contrattazione: un nuovo modello di relazioni industriali



Contratti & Contrattazione Collettiva, fasc. 5, pp. 577 ss.2002
Paparella D.

La bilateralità nel sistema di relazioni industriali italiane



Working Paper Cesos2002
Rondo A.

Accantonamenti presso le casse edili: retribuzione o atti di previdenza privata?



Il Lavoro nella giurisprudenza, pp. 657 ss.2001
Gorretta G.

Iscrizione a diverse casse edili e riconoscimento reciproco



Il Lavoro nella giurisprudenza, pp. 499 ss.2000
Zampini G.

I fondi bilaterali nel lavoro interinale : natura e regolamentazione



Il Lavoro nella giurisprudenza, fasc. 12, pp. 1121 ss.2000
Ludovico G.

Il rilancio della bilateralità, la flessibilità e il decentramento nel rinnovo contrattuale del commercio



Diritto delle relazioni industriali, fasc. 2, pp. 269 ss.2000
Miscione M.

Un modello privatistico di ammortizzatore sociale



Diritto e pratica del lavoro, fasc. 23, pp. 1510 ss. 1998
Bellavista A.

Benefici contributivi ed enti bilaterali artigiani



Rivista italiana di diritto del lavoro, fasc. 3, pp. 470 ss. 1998
Miscione M.

Il sostegno al reddito degli enti bilaterali



Diritto e pratica del lavoro, fasc. 36, pp. 2577 ss; 1997
Bellardi L.

Contrattazione territoriale ed enti bilaterali: alcune osservazioni



Lavoro informazione, fasc. 1, pp. 23 ss.1997
Perulli P., Sabel C.F.

Rappresentanza del lavoro autonomo e coordinamento economico: il ruolo degli organismi bilaterali, in Bologna S., Fumagalli A. (a cura di), Il lavoro autonomo di seconda generazione, pp. 245 ss.



Feltrinelli, Milano1997
Miscione M.

Le prestazioni degli enti bilaterali quale onere per sgravi e fiscalizzazione



Diritto e pratica del lavoro, fasc. 46, pp. 3343 ss.1997
Stolfa F.

Enti bilaterali artigiani e benefici contributivi



Diritto e pratica del lavoro, fasc. 42, pp. 3037 e ss.1997
Perulli P.

Origini e scenari per l’esperienza bilaterale, in C. Squarzon (a cura di), Il vantaggio competitivo del nord-est. Problematiche e tendenze dell’artigianato in Veneto



Franco Angeli, Milano1997
Miscione M.

Il riconoscimento reciproco delle Casse edili dopo la Legge Merloni



Diritto delle relazioni industriali, fasc. 2, pp. 39 ss. 1997
Perulli P., Sabel C.F.

Gli enti bilaterali dopo l’inizio: tre approcci a una interpretazione operativa



Diritto delle relazioni industriali, fasc. 2, pp. 27 ss.1996
Stolfa F.

Imprese edili: l’INPS batte « cassa »



Diritto e pratica del lavoro, fasc. 8, pp. 553 ss.1995
Stolfa F.

Enti bilaterali artigiani: quali sanzioni?



Diritto e pratica del lavoro, fasc. 16, pp. 1072 ss. 1995
Stolfa F.

La vicenda degli enti bilaterali artigiani



Diritto e pratica del lavoro, fasc. 37, pp. 2517 ss.1994
Ichino P.

Estensione dell’obbligo di adesione ai fondi di sostegno al reddito



Diritto e pratica del lavoro, fasc. 50, pp. 3421 ss. 1994
Stolfa F.

Imprese artigiane: le condizioni per ottenere i benefici



Diritto e pratica del lavoro, fasc. 23, pp. 1584 e ss.1994
Alessi C.

L’attuazione degli accordi interconfederali in materia di CFL. I risultati di una ricerca empirica



Rivista giuridica del lavoro e della previdenza sociale, fasc. 2, pp. 351 ss.1993
Lagala C.

Enti bilaterali, previdenza integrativa e contribuzione previdenziale: alla ricerca di una razionalità



Lavoro informazione, fasc. 10, pp. 9 ss.1992
Martinengo G.

Enti e fondi bilaterali nell’artigianato e le nuove norme in tema di contribuzione previdenziale



Quaderni di ricerca sull’artigianato, fasc. 9, pp. 5 ss.1991
Bellardi L.

Istituzioni bilaterali e contrattazione collettiva: il settore edile (1945 – 1988)



Franco Angeli, Milano1989

Prassi

EnteProvvedimentoAnno
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Risposta ad interpello 17 luglio 2014, n. 21 (Prot. 37/0012936)

L’adesione ai Fondi di solidarietà bilaterali di cui all’art. 3, l. 28 giugno 2012, n. 92 è prevista esclusivamente per le imprese - con organico superiore mediamente ai quindici dipendenti - che non possano fruire della cassa integrazione guadagni (sia ordinaria che straordinaria) e che, dunque, non sono assoggettate al versamento della relativa contribuzione. Le modalità e le condizioni per l’accesso ai predetti Fondi è rimessa alla disciplina prevista da ogni singolo accordo / contratto collettivo nonché dal successivo decreto interministeriale istitutivo

2014
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Risposta ad interpello 14 giugno 2012, n. 16 (Prot. 37/0011077)

Non vi è, per i datori di lavoro non iscritti alle organizzazioni stipulanti il contratto collettivo, un obbligo di sottoporre il piano formativo individuale all’ente bilaterale di riferimento salvo, per i contratti di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, ove tale passaggio sia previsto dalla legislazione regionale. E' in ogni caso, escluso l’obbligo di iscriversi all’ente bilaterale per ottenere il c.d. parere di conformità.

2012
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Risposta ad interpello 3 marzo 2011 (Prot. 25/I/0002929)

L’adesione al Fondo interprofessionale di cui all’art. 118 l. n. 388/00 ad opera di un datore di lavoro non aderente al contratto collettivo nazionale di lavoro non implica l’automatica applicazione dell’intero contratto collettivo nazionale. L’adesione al Fondo nemmeno incide ai fini dell’applicazione dell'art. 3 d.l. n. 71/1993 ed al riconoscimento degli sgravi da questo previsti facendo quest'ultimo esclusivo riferimento al rispetto della parte normativa ed economica dei contratti collettivi e non anche a quella obbligatoria.

2011
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali

Circolare 15 dicembre 2010, n. 43

Pur non potendo imporre l’iscrizione agli enti bilaterali, i contratti o gli accordi collettivi possono prevedere, che i datori di lavoro che non versano i relativi contributi debbano erogare ai propri dipendenti prestazioni equivalenti a quelle garantite dalla bilateralità. In questo caso il lavoratore matura un diritto di natura retributiva nei confronti del datore di lavoro che può essere adempiuto attraverso l'iscrizione all'ente bilaterale ovvero attraverso il versamento di una somma o di una prestazione equivalente a quella erogata dal sistema bilaterale.


2010
Istituto Nazionale della Previdenza Sociale
Circolare 8 settembre 2010, n. 122

La circolare fornisce istruzioni per il servizio di riscossione dei contributi da destinare al finanziamento del sistema della bilateralità artigiana alla luce della convenzione stipulata tra l’INPS, Confartigianato, CNA, CASA, CLAAI, CISL e UIL.

2010
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Risposta ad interpello 21 dicembre 2006 (Prot. 25/SEGR/0007573)

Le clausole contrattuali istitutive dei Fondi di Assistenza Sanitaria Integrativa per i lavoratori del settore turismo e terziario, distribuzione e servizi, rientrano tra quelle di natura obbligatoria e la loro mancata applicazione è del tutto irrilevante ai fini del riconoscimento dei benefici di cui all’art. 10 l. n. 30/03.

2006
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Circolare 15 luglio 2005, n. 30

Ai contratti collettivi nazionali di lavoro e agli enti bilaterali è assegnato il compito di determinare le modalità dell’attività formativa dell’apprendistato professionalizzante in via sussidiaria rispetto alla regolamentazione regionale. Sono, quindi, validi i contratti di apprendistato stipulati anche in assenza di iscrizione all'ente bilaterale essendo illegittime le clausole dei contratti collettivi che subordinino la stipula del contratto di apprendistato o il parere di conformità alla iscrizione all'ente bilaterale o ad altre condizioni non espressamente previste dal legislatore nazionale. E’, tuttavia, ipotizzabile un obbligo di sottoporre i contratti di apprendistato al parere di conformità degli enti bilaterali se previsto da una legge regionale e non in contrasto con i principi costituzionali di libertà sindacale.

2005
Istituto Nazionale della Previdenza Sociale
Circolare 7 giugno 2005, n. 74

Preso atto dell’interpretazione fornita dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, a parziale modifica di quanto affermato in precedenza, si precisa che anche con riferimento alle situazioni antecedenti l’art. 10 della l. n. 30/03 e, quindi, riconducibili nell’ambito di applicazione del vecchio art. 3, d.l. 71/93 deve essere recepito l’ormai consolidato orientamento della Corte di Cassazione secondo cui ai fini del riconoscimento dei benefici normativi e contributivi sussiste per il datore di lavoro l’obbligo di integrale rispetto della sola parte economica e normativa degli accordi e contratti collettivi, nella quale non rientrano le clausole che impongono l’iscrizione e la contribuzione agli enti bilaterali.

2005
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Risposta ad interpello 12 aprile 2005, Prot. n. 389

Sono da considerarsi validi i contratti di apprendistato stipulati in assenza di iscrizione all’ente bilaterale.

2005
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Circolare 14 ottobre 2004, n. 40

E' da ritenersi immediatamente abrogato l’obbligo di richiesta di autorizzazione alla Direzione provinciale del lavoro per l'assunzione con contratto di apprendistato. È fatto salvo tuttavia il diritto della normativa regionale di reintrodurre una diversa procedura autorizzativa anche attraverso il rimando agli enti bilaterali. In mancanza di una disciplina regionale non potranno essere considerate legittime né le previsioni dei contratti collettivi che subordinino la stipula del contratto alla autorizzazione dell’ente bilaterale né quelle che richiedano l’iscrizione all’ente bilaterale o altre condizioni non espressamente previste dal legislatore.

2004
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali
Circolare 15 gennaio 2004, n. 4

La locuzione "integrale rispetto degli accordi e contratti" contenuta nel nuovo testo dell'art. 3 d.l. 22 marzo 1993, n. 71 subordina il riconoscimento dei benefici economici e contributivi alla integrale applicazione della sola parte economica e normativa degli accordi e contratti collettivi e non anche della parte obbligatoria di questi ultimi. Imporre l'applicazione della parte obbligatoria del contratto collettivo ed, in particolare, dell'obbligo di adesione agli enti bilaterali risulterebbe infatti in contrasto con i principi costituzionali di libertà sindacale negativa e con i principi di diritto comunitario della concorrenza.

2004
Istituto Nazionale della Previdenza Sociale
Circolare 2 aprile 2003, n. 71

La circolare individua natura, caratteristiche e modalità di adesione ai Fondi paritetici interprofessionali nazionali per la formazione continua istituiti ai sensi dell'art. 118, l. 19 dicembre 2000, n. 388.

2003
Istituto Nazionale della Previdenza Sociale
Circolare 27 giugno 1997, n. 143

Gli accordi regionali che sulla base delle indicazioni contenute nell'accordo nazionale sottoscritto il 21 aprile 1997 tra Confartigianato, CNA, CASA, CLAAI, CGIL, CISL e UIL, ridefiniscono misura e tempi di adempimento dei versamenti agli enti bilaterali devono essere recepiti dall'INPS agli effetti del riconoscimento del diritto alla fiscalizzazione degli oneri sociali e degli sgravi contributivi.

1997
Istituto Nazionale della Previdenza Sociale
Circolare 19 febbraio 1997, n. 37

Il mancato versamento delle quote degli accantonamenti dovute ai Fondi bilaterali finalizzati agli interventi a sostegno del reddito, deve essere considerato come ipotesi di "retribuzione non corrisposta", di cui alla previsione normativa dell'art. 6, comma 9, lett. c) l. n. 389/89 in quanto le predette quote hanno la funzione di concorrere alla determinazione del trattamento economico complessivo del lavoratore, per il tramite del Fondo. Tali quote devono essere assoggettate al regime contributivo del 10% di cui all'art. 9 bis, comma 2, l. n. 166/91.

1997
Istituto Nazionale della Previdenza Sociale
Circolare 8 novembre 1994, n. 293

Tanto la mancata iscrizione alla Cassa Edile quanto il mancato versamento dei relativi contributi comportano l'esclusione dalle agevolazioni relative alla fiscalizzazione degli oneri sociali ed agli sgravi contributivi per il Mezzogiorno.

1994
Istituto Nazionale della Previdenza Sociale
Circolare 29 luglio 1994, n. 233

Dal 1 gennaio 1994 è venuto meno, ai fini della fiscalizzazione degli oneri sociali, l'obbligo del rispetto degli istituti economici e normativi realizzati attraverso i Fondi promossi dalla contrattazione collettiva del comparto artigiano. Restano, invece, in vigore le condizioni stabilite dall'art. 6, comma 9, d.l. 9 ottobre 1989, n. 338, convertito in l. 7 dicembre 1989, n. 389, ed, in particolare, l'obbligo di corrispondere al lavoratore e di denunciare all'Istituto la retribuzione nonché il rispetto degli istituti contrattuali che hanno incidenza sul trattamento retributivo ed economico. Siccome le modifiche normative riguardano esclusivamente la materia della fiscalizzazione degli oneri sociali resta immutata la normativa con riferimento agli sgravi per il Mezzogiorno.

1994
Istituto Nazionale della Previdenza Sociale

Circolare 2 maggio 1994, n. 131

Gli accordi interconfederali stipulati nel settore artigiano prevedono la costituzione di un sistema di Enti bilaterali che si collocano fra gli istituti normativi rilevanti ai fini della concessione degli sgravi per il Mezzogiorno e della fiscalizzazione degli oneri sociali. In caso di inosservanza di dette clausole, le imprese decadano quindi da tali benefici.

1994
Istituto Nazionale della Previdenza Sociale

Circolare 24 aprile 1993, n. 97

Per le imprese rientranti nella sfera di applicazione dei C.C.N.L. dell'artigianato, ai fini della concessione degli sgravi per il Mezzogiorno e della fiscalizzazione degli oneri sociali, è previsto l'obbligo dell'integrale rispetto degli istituti economici e normativi stabiliti dalla contrattazione collettiva.

1993